Rimettersi in Forma - Un caso di Trasformazione Corporea

Articolo a Cura del Dr. Frank Casillo

Superare le "solite scuse"

Molto spesso in tanti si autoconvincono che il non essere in forma sia una condizione che si eredita dalla nascita, oppure, ancora, che chi è in forma lo sia perché è un atleta!
Quasi come se atleti ci si nascesse e non lo si diventasse.
E quanto più ci si convince di ciò, più si instaurano dei modelli comportamentali non inclini al cambiare lo status delle cose (esempio: stile alimentare non corretto, sedentarietà, etc.) conducendo, così, la persona a confermare le proprie autoconvinzioni. Insomma, si instaura un assunto che si autoconferma.

E' quanto mi è capitato finora, e cioè quando delle persone con una scarsa qualità di composizione corporea (elevati livelli di massa grassa) mi hanno contattato nella “speranza” di mettersi in forma.

Quando ho avuto a che fare con persone la cui composizione corporea era caratterizzata da elevate adiposità, la maggior parte delle volte mi sono scontrato con realtà personali ostiche relativamente all'applicazione del mio programma di dimagrimento e rimodellamento corporeo.
La difficoltà è che queste tipologie di utenti conducono uno stile di vita così alterato e lontano dalle corrette abitudini alimentari e dalla cura di sé, e così ormai radicato nella propria quotidianità, che diventa veramente difficile (per loro) staccarsene in modo totalitario per dare inizio a un nuovo e salubre stile di vita.

A ciò si aggiunga la difficoltà del superamento della componente psicologica che li lega a ruoli sociali attribuitigli da terzi, dei quali si convincono e nei quali si identificano, trovando così difficoltà nel dissociarsene per il timore di alterare l'equilibrio nel gioco dei ruoli che subdolamente si crea.

L'esempio tipico e ricorrente è quello della persona che per tanto tempo è stata in sovrappeso od obesa e che iniziando un percorso di dimagrimento ed ottenendo i primi ed evidenti risultati si sente dire dalle persone che la circondano frasi senza alcun nesso costruttivo al percorso intrapreso e tanto più senza alcuna valenza scientifica e/o oggettivamente misurabile, del tipo: “dove vuoi arrivare,” “attento che stai dimagrendo troppo”, “attento che ti stai fissando”…etc…
Simili affermazioni in tutti i casi sono manifestazioni di invidia mascherate da un apparente interesse verso la persona.
Se così non fosse (e cioè se non si trattasse di invidia), e se si fosse a conoscenza dell'elevata morbilità e mortalità che accompagna elevati stati di sovrappeso ed obesità, ci si rapporterebbe con affermazioni costruttive, propositive e positive: “bravo continua così”, “stai facendo la cosa giusta”, etc….

E tali affermazioni, nelle persone che non sanno decodificarne il loro reale significato o verso quelle più deboli, fanno breccia e riescono nel loro intento e cioè indurle ad abbandonare il programma portando il soggetto coinvolto nel convincersi dell'assunto originario: “Sono grasso e rimarrò sempre grasso”.

 

Fortunatamente per tanti altri non è così!

E la protagonista di questo articolo, video e trasformazione di successo ne è la conferma!

Vi presento Maria Cristina Pintor!


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Trasformazione Corporea

Volontà di Cambiare

Cristina mi contattò nel gennaio del 2016 con una precisa e ferma richiesta: VOGLIO CAMBIARE!

 

Premetto, che “tutti” quelli che mi contattano esprimono, anche se in forme diverse, la stessa richiesta.
Ma quelli che realmente allineano i propri comportamenti alle proprie richieste e obiettivi non sono “tutti”.

Infatti, in sede di primo incontro chiedo sempre: “sei pronto a cambiare il tuo stile di vita”?
La risposta è: “SI”
Altra domanda: “Sei motivato”?
Risposta: “Se non lo fossi non sarei qui”!

E fino a qua, tutto logico.


Ma la logica viene meno quando le persone così motivate e disposte a cambiare il loro stile di vita…non si fanno più risentire e vedere perché… il programma non lo hanno mai iniziato!

Cristina è un caso diverso!


Aveva già “pesato” le sue parole poiché conscia che pronunciarle avrebbe significato essere responsabile di farle seguire da “FATTI”!

E così, il percorso di TRASFORMAZIONE CORPOREA ebbe inizio!

Strutturazione del programma

Il programma era strutturato come segue:

  1. Consigli alimentari
  2. Programma di allenamento pesi
  3. Programma Aerobico

1) Consigli alimentari

Consigli alimentari volti a supportare la massa magra durante un processo di riduzione del perso corporeo. Se si perde massa magra durante un percorso volto alla perdita di peso, si abbassa il metabolismo di base e questo compromette il dimagrimento.
Si ricorda che il metabolismo di base è supportato da un metabolismo di tipo aerobico-ossidativo. Il contributo dei lipidi (o grassi)  sul valore calorico del metabolismo di base è del 90%, in condizioni di riposo.
Questo vuol dire che l'applicazione del 90% su un determinato valore di metabolismo di base si traduce in un utilizzo netto e superiore di grassi (a scopo energetico) rispetto all'applicazione della stessa aliquota (90%) nei confronti di valori di metabolismo di base più bassi, come quelli che seguono ad una perdita di massa magra.

2) Programma di allenamento pesi

L'allenamento pesi è stato strutturato su una frequenza trisettimanale per dare la possibilità al corpo di potersi proficuamente adattare agli stimoli allenanti e senza sfociare in sindromi di sovrallenamento.
La durata dell'allenamento è confinata ai 50-60 minuti.

E l'intensità allenante è elevata. Per “elevata intensità” si intendono dei carichi di lavoro compresi tra il 65 ed il 90% di quello massimo che consente un ripetizione (1RM), applicati su un numero di ripetizioni compreso tra le 6 e le 12,  e con pause oscillanti tra i 60 ed i 120 secondi.
I carichi utilizzati (kg) e le pause osservate sono funzione del numero di ripetizioni che scandiscono le serie all'interno dei diversi programmi.

3) PROGRAMMA AEROBICO

Insieme all'allenamento pesi, è fondamentale abbinare un allenamento di tipo aerobico. E questo per diverse finalità: dimagranti, cardiovascolari e di salute in generale.
Il protocollo aerobico viene eseguito al mattino in condizioni di digiuno, al fine di favorire una maggior contributo dei grassi alla spesa energetica piuttosto che degli zuccheri (quindi usare più grassi a scopo energetico e meno zuccheri! Infatti l'obiettivo è quello di deprimere il livello di grasso corporeo e non già quello di svuotare le scorte di glicogeno muscolare)!

Ciò è possibile poiché in condizioni di digiuno non viene liberata insulina (la cui presenza favorisce l'utilizzazione degli zuccheri e non quella dei grassi).
Ma il corpo, necessitando comunque di zuccheri per sostenere le richieste del sistema nervoso centrale, riesce a soddisfare questa richiesta, in condizioni di digiuno, attraverso la secrezione di un ormone iperglicemizzante chiamato : “Glucagone”.
Il Glucagone, oltre a favorire la produzione di zucchero (glucosio) attraverso il processo di gluconeogenesi, determina anche la distruzione dei trigliceridi del tessuto adiposo (grasso corporeo) per utilizzare gli acidi grassi derivanti a scopo energetico.
Ed è su questo aspetto che si basa l'effetto “BRUCIA GRASSI” dell'attività aerobica.

Inoltre, l'attività aerobica rappresenta uno “stress volumetrico di tipo diastolico” per il cuore.
La conseguenza è che determina dilatazione delle camere cardiache, con la conseguenza di un maggior riempimento di sangue all'interno del cuore e conseguente maggior vigore nel meccanismo eterometrico della contrazione secondo la legge di Frank-Starling.
In pratica, camere cardiache più capienti insieme all'ipertrofia ventricolare - dovuta allo “stress pressorio di tipo sistolico” indotto dall'allenamento pesi - determinano una maggior efficienza nell'emodinamica cardiaca, quindi, il cuore in sostanza diventa più efficiente.

Quelli elencati rappresentano i 3 capisaldi su cui si è basata l'impostazione del programma di successo di Cristina.

Riprogrammazione periodica

Ma ognuno dei 3 punti è stato oggetto di riadattamenti in funzione delle variazioni subite dalla composizione corporea di Cristina durante il suo percorso di trasformazione.

Più precisamente, in occasione del primo incontro ho eseguito una diagnosi differenziale della composizione corporea con bioimpedenza a doppia frequenza al fine di accedere a diversi parametri:

  1. Livelli quantitativi e percentuali di Massa magra.
  2. Livelli quantitativi e percentuali di Massa grassa.
  3. Metabolismo di base.
  4. Presenza o meno di condizioni di infiammazione cronica sistemica.
  5. Livello quantitativo della matrice extracellulare.
  6. Ed altri valori….

Sulla base di ciò che è stato rilevato si è impostato l'intero programma, personalizzando la realizzazione dei 3 punti (Consigli alimentari, allenamento pesi, allenamento aerobico) che lo costituiscono.

Ad intervalli mensili si è proceduto a nuove rilevazioni della composizione corporea per “misurare” e “quantificare” le variazioni di composizione corporea (massa magra e massa grassa) occorse in riposta alla programmazione in corso.
Sulla base di quanto veniva osservato e misurato, il programma veniva riadattato.
E così si è proceduto dalla data di inizio fino alla data del momento della sua trasformazione finale.

Risultati

Potrete osservare il percorso di trasformazione corporea di Cristina, che si interpone tra la data della prima rilevazione e quella dell'ultima, attraverso la visione del suo video (presente all'interno di questo articolo) e delle sue foto del “PRIMA” e del “DOPO”.


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Superare le Difficoltà

Come in ogni cosa nuova che si intraprende, anche in questo caso vi sono state le ovvie ed iniziali difficoltà:

 

  1. Difficoltà nel cambiare stile di vita. Ma una volta saggiati i primi risultati e la percezione di un miglior stato di salute e di efficienza psico-fisica non è stato difficile convincersi di quale fosse la strada da abbandonare e quella da intraprendere senza voltarsi!
  2. Difficoltà nell'apprendimento della tecnica esecutiva corretta. L'apprendimento è difficoltoso per tutti (e in diverso modo) negli stadi iniziali, ma chi ha problemi di eccesso di peso lo accusa in maniera superiore e per due motivi in particolare:
    • A) l'elevato peso determina anche problemi posturali che rendono difficoltosa l'esecuzione di buona parte degli esercizi a corpo libero e cioè quelli senza l'utilizzo di macchinari “guidati” (esempio: difficoltà nell'eseguire lo squat col bilanciere libero rispetto allo stesso esercizio eseguito con l'ausilio della Multypower).
    • B) L'elevato peso corporeo (quando caratterizzato da elevati livelli quantitativi di massa grassa) insieme ad una condizione di sedentarietà porta a minor flessibilità muscolare e la conseguente e intrinseca difficoltà nel compiere i singoli movimenti nel pieno rispetto della totale escursione articolare.

Questi due punti spiegano perché si è dovuto attendere un tempo relativamente cospicuo (19 mesi) per far raggiungere a Cristina un livello buono di miglioramento di composizione corporea. Ovvero, se postura e flessibilità muscolare non si fossero rivelati degli ostacoli su cui investire del tempo iniziale per poterli normalizzare, tale livello di miglioramento si sarebbe potuto raggiungere sicuramente prima di 19 mesi.
Appena postura e flessibilità sono stati recuperati, si sono visti subito i progressi: ripetizioni eseguite secondo il rispetto della completa escursione articolare, maggior economia dei singoli gesti, maggiori livelli di forza e resistenza; tutti fattori che hanno consentito una maggior produttività assoluta dell'allenamento.

E allenamenti produttivi in abbinamento ad un contesto nutrizionale personalizzato ed equilibrato hanno portato all'ottenimento di risultati sistematici e progressivi nel tempo, che alla fine hanno forgiato la trasformazione di Cristina.

Cosa ci insegna la storia di Maria Cristina

Ciò che è importante sottolineare al di là del successo personale relativo al raggiungimento degli obiettivi da parte della protagonista della trasformazione, è duplice:

  1. Ogni persona obesa e in sovrappeso è in grado di cambiare radicalmente la propria forma fisica e migliorare il proprio stato di salute e qualità di vita, solo se è disposta dapprima ad affrontare (anche e soprattutto psicologicamente) un radicale e totalitario cambiamento nel proprio stile di vita. Senza un radicale cambiamento, nessun allenamento e strategia nutrizionale, per quanto scientificamente e razionalmente strutturati, riusciranno a produrre sensibili miglioramenti e soprattutto duraturi.
  2. Il risultato di trasformazione corporea di Cristina rappresenta il punto di inizio verso un imminente e ancor più incisivo miglioramento della sua composizione corporea.
  3. L'unico reale limite al miglioramento e al successo risiede solo nella propria forma mentis!

Se non si è i primi a credere in sé stessi, nessuno ci crederà per voi!

 

STAY HARD!

Dott. Francesco Casillo
Personal trainer online
Consulente fitness

www.frankcasillo.com


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