Obesità: il dimagrimento migliora il dolore lombare?

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A cura del Dott. Enrico Paoletti


L'obesità è fortemente considerata come  una comorbidità frequente tra i pazienti con mal di schiena; i pazienti obesi si presentano con una salute peggiore rispetto alle persone con peso normale.

Obesità postura scorrettaL'eccessivo carico ponderale, infatti, unito alla pressoché immancabile perdita di tono dei muscoli della parete addominale, genera un' alterazione della statica vertebrale in tutti i suoi elementi: si osserva infatti un'accentuazione della lordosi lombare, che per essere controbilanciata porta la colonna dorsale ad atteggiarsi in ipercifosi; di riflesso, quella cervicale, per mantenere un normale asse visivo, assume un atteggiamento di iperestensione.

L'allineamento scorretto della schiena, tipico della persona obesa, porta ad un'eccessiva compressione sulle strutture ossee, specialmente quando il soggetto deve sopportare per intero il peso del proprio corpo, ovvero nella posizione eretta o in quella seduta (questo può portare ad una sintomatologia dolorosa in maniera graduale o in modo acuto, e spesso permanente nel tempo), ed un'eccessiva tensione su muscoli e legamenti sia durante il sostegno (statica), che durante il movimento.

E' anche vero, però, che un'attività di dimagrimento troppo veloce, che porta la persona obesa a perdere in poco tempo un'elevata percentuale di massa grassa, così come nelle donne dopo la gestazione, può provocare l'instaurarsi o l'accentuarsi (se già esistente) di un notevole dolore sulla zona lombare (sia nell'obeso che nelle donne in gravidanza, infatti, si ha atrofia ed astenia dei muscoli addominali)  poiché, in questo periodo, il contenente, cioè i fasci muscolari, non riescono a seguire l'improvvisa diminuzione del contenuto (tessuto adiposo sito nella zona addominale); per far sì che i fasci non si affloscino intervengono dunque i muscoli antigravitari, soprattutto viene attivata in modo costante la muscolatura paravertebrale che, contraendosi praticamente sempre, va incontro ad affaticamento con conseguente risentimento muscolare e dunque dolore.

 

In conclusione c'è una documentata relazione tra dolore lombare ed obesità, e sembra esserci certezza sul miglioramento del problema al basso rachide in persone che hanno diminuito il proprio carico ponderale; in generale, però, non è sufficiente perdere peso attraverso la sola dieta e/o attraverso un'attività aerobica mirata verso la deplezione dei depositi adiposi, ma è necessario che ciò sia associato e supportato da un'attività preventiva e compensativa (programmata in intensità, volume e successione da uno specialista del settore), che preveda un rafforzamento costante della muscolatura addominale, un allungamento delle catene muscolari inizialmente valutate retratte, un'attività posturale per favorire un riequilibrio muscolare, uno scarico a livello lombare per allentare le tensioni muscolo tendinee ed una attività propriocettiva, e senso percettiva, indirizzata verso la corretta ristrutturazione dello schema corporeo... "è importante lavorare in maniera globale", cercando di non sottovalutare il problema del dolore lombare, consapevoli del fatto che senza un'attività mirata e con la sola perdita di massa grassa è difficile ottenere miglioramenti duraturi in tal senso.

 

Bibliografia:

Bosello O., Cuzzolaro M., 2006, "Obesità e sovrappeso", il Mulino, Bologna.

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North American Spine Society, 2005.
Rotella M.C., Ricca V. e Mannucci E., 1997, "L' obesità", S.e.e., Firenze.
Tribastore F., Tribastone P., "Educazione motoria preventiva e compensativa", Società Stampa Sportiva, Roma.


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