Insulina, allenamento e dimagrimento

A cura del Dottor Di Meo Vincenzo


L'insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas ed ha l'importante funzione di regolare il metabolismo glucidico in quasi tutti i tessuti del corpo umano.
Dunque, capire come e perché la secrezione di tale ormone è legata ai processi di dimagrimento, è di fondamentale importanza, sia  per ottimizzare la nostra alimentazione, sia il prezioso tempo speso ad allenarci.
In condizioni normali il pancreas risponde all'aumento della concentrazione di glucosio nel sangue, dovuta all'ingestione di un alimento, attraverso la secrezione di insulina, al fine di ristabilire a livello ematico una situazione di equilibrio. Essa, legandosi a specifici recettori cellulari, favorisce l'ingresso del glucosio all'interno delle cellule muscolari ed adipose, consentendo al corpo umano sia di utilizzarlo come fonte energetica, sia, qualora in eccesso, di trasformarlo in lipidi (azione liposintetica).
Nel corso di un'attività fisica prolungata, invece, all'interno dell'organismo si viene a creare una condizione di ipoglicemia, dovuta principalmente all'aumento della produzione di catecolamine ( adrenalina e noradrenalina). Questi due ormoni possiedono un importante effetto inibitorio sull'attività delle cellule beta del pancreas (e quindi sull'insulina) e permettono che gli acidi grassi liberati dai trigliceridi vengano mobilizzati ed usati come substrato energetico per i processi ossidativi.
Ma è giusto limitare l'utilizzo dei carboidrati alla sola dose prima e dopo di un duro allenamento affinché non si verifichi un brusco innalzamento della glicemia? E' questo l'unico modo per ottenere quella calma insulinica tanto importante ai fini del nostro dimagrimento?
Ebbene no...
Infatti, non tutti i carboidrati sono uguali perché non tutti hanno lo stesso indice glicemico (IG).
L'IG, attribuendo un valore che va da 0 a 100 al singolo alimento, ci fornisce una classificazione in base alla capacità che ognuno di essi possiede di variare la glicemia e di stimolare la secrezione di insulina.
Perciò, in base a questo, il giusto passo di partenza per una corretta e sana alimentazione sarebbe l'orientare le nostre scelte verso tutti gli alimenti a basso IG. Ma non è sicuramente bandendo gli altri, il giusto modo di comportarsi. Intanto perché il concetto di IG fa riferimento ad una quantità di prodotto pari a 100 grammi.
Il carico glicemico, invece, prende in esame, oltre ai relativi valori numerici dell'alimento, anche la quantità delle porzioni. Nel caso del miele, ad esempio, che è tra gli alimenti a più alto IG, non si può non tenere conto della difficoltà di mangiarne 100 grammi in un'unico pasto...
Sarebbe quindi opportuno non eliminare i cibi ad alto indice glicemico dalla nostre tavole, ma semplicemente limitarne le quantità. Inoltre, la cottura e la combinazione di diversi nurienti giocano un ruolo importante nella probabile variazione dei valori corrispondenti al singolo alimento.
In  conclusione, è errato dare eccessiva ed esclusiva importanza al concetto di IG, trascurando poi i carichi, i valori dopo la cottura e le giuste combinazioni dei nutrienti.
Alimentarsi con intelligenza è una delle chiavi per non rendere vane ed inutili le ore trascorse in palestra per allenarsi.
Non dimentchiamolo...