Autoabbronzanti e depigmentanti

Il sole ha degli effetti collaterali, anche molto gravi, sul nostro organismo, specialmente sulla nostra pelle. La consapevolezza diffusa di questi problemi ha contribuito a diffondere l'uso di prodotti contenenti molecole autoabbronzanti, in grado cioè di conferire alla pelle un colorito paragonabile all'abbronzatura naturale. Rispetto all'esposizione solare, questi prodotti offrono una serie di vantaggi, poiché non espongono la cute al rischio della formazione di eritemi solari o di melanomi. Gli autoabbronzanti non agiscono sulla melanina, ma formano un pigmento ad essa simile che rimane in superficie dello strato corneo. infatti, la pigmentazione apportata dagli autoabbronzanti è dovuta alla reazione chimica di alcune molecole, come per esempio il diidrossiacetone, con le proteine dello strato corneo.

L'abbronzatura conferita dagli autoabbronzanti non è permanente, perché viene costantemente rimossa dal tourn-over dei corneociti.
AutoabbronzantiLe sostanze chimiche autoabbronzanti maggiormente diffuse sono il diidrossiacetone (DHA), la gliceraldeide, la diidrossisuccinaldeide e la 2-amino-3-idrossisuccinaldeide. Nelle formulazioni autoabbronzanti viene utilizzato anche uno zucchero chetonico, l'ertrulosio, che reagisce con i gruppi amminici liberi della cheratina. Il vantaggio di questo zucchero è di essere molto più stabile del DHA e di conferire una colorazione omogenea con effetto abbronzante retard, dato che la formazione delle melanoidine è molto lenta, e lo sviluppo della pigmentazione più graduale e duraturo. Il limite è la minor efficacia autoabbronzante ed è il motivo per cui viene spesso utilizzato in associazione al DHA. Oltre all'eritrulosio, c'è un altro composto naturale pigmentante, il naftochinone (henné). Il naftochinone non porta alla formazione di melanoidine, ma colora direttamente la pelle. Presenta tuttavia un piccolo svantaggio, che è quello di essere poco resistente al lavaggio, quindi basta una semplice doccia per rimuovere la sua colorazione rosso/brunastra.

AutoabbronzantiQueste sostanze coloranti conferiscono una colorazione scura anche al palmo della mano e alla pianta dei piedi ed è perciò importante applicarle con attenzione. Le formulazioni autoabbronzanti vanno distribuite omogeneamente sulla cute, per evitare la formazione di striature dovute ad un'applicazione scorretta o frettolosa. Le concentrazioni di molecole autoabbronzanti impiegate all'interno di un prodotto variano dall'1 al 6%. Le forme cosmetiche più impiegate sono lozioni o emulsioni O/A.

Depigmentanti

Un problema legato alla colorazione della pelle è l'ipercromia, cioè la colorazione troppo marcata (macchie cutanee). In alcuni casi la cute assume una colorazione irregolare in risposta a molte cause; possiamo avere delle ipercromie circoscritte, come lentiggini o efelidi, ma anche colorazioni diffuse date da malattie epatiche (ittero) o fattori ormonali (gravidanza od utilizzo di anticoncezionali).
Per ovviare al problema dell'iperpigmentazione si possono utilizzare prodotti schiarenti che contengono sostanze funzionali in grado di bloccare o inibire la sintesi di melanina con diversi meccanismi d'azione.
I prodotti depigmentanti contengono sostanze funzionali in grado di bloccare o inibire la sintesi di melanina con diversi meccanismi d'azione. Possono essere suddivisi in:

  1. inibitori della sintesi dell'enzima tirosinasi
  2. inibitori dell' attività della tirosinasi (tutti gli antiossidanti in genere, catturando l'ossigeno, possono interferire con l'attività della tirosinasi, come per esempio l'idrochinone, l'arbutina e l'acido kojico)
  3. agenti citotossici selettivi per i melanociti (eteri dell'idrochinone)
  4. inibitori del trasferimento dei melanosomi ai cheratinociti (citochine)
  5. modificatori del colore della melanina dalla forma nera ossidata a quella chiara, ridotta (perossidi).

L'idrochinonepuò agire sia bloccando la melanogenesi come substrato alternativo della tirosinasi, sia come agente citotossico selettivo per i melanociti. L'impiego dell'idrochinone a dosi elevate dà spesso fenomeni irritativi e presenta il rischio di tossicità correlato all'uso prolungato. Per questo motivo è stato vietato l'utilizzo dell'idrochinone come agente schiarente della pelle, mentre rimane confermato il suo impiego nelle tinture per capelli a una concentrazione dello 0.3%.
L'arbutina è un glucoside idrochinonico, che si trova in natura nelle foglie dell'uva ursina e nelle sommità fiorite dell'erica e di altre Ericaceae. Il meccanismo d'azione depigmentante è dovuto alla competizione per il legame con i recettori della tirosinasi.
Gli a-idrossiacidi (acido citrico, lattico, glicolico, tricloroacetico) intervengono nei processi di rinnovamento dello strato corneo, consentendo di rallentare, se non di evitare, la ipercheratinizzazione. Alte concentrazioni di a-idrossiacidi hanno un' azione prevalentemente esfoliante, con una conseguente riduzione dello spessore dello strato corneo, un aumento di tutti gli strati vitali della cute, un rinnovamento degli strati superficiali, e di conseguenza un aumento della luminosità e un effetto schiarente generalizzato. Tra gli a- idrossiacidi utilizzati nel trattamento delle ipercromie, l'acido glicolico è da preferire, perché ha un'azione più superficiale. La concentrazione di acido glicolico va da un 15%, per i cosmetici a uso domiciliare, a oltre il 50% per i trattamenti medici.
L'acido retinoico, utilizzato nella terapia dell'acne, si è dimostrato efficace anche nel trattamento delle ipercromie. Il meccanismo d'azione è strettamente collegato alla attività esfoliante; sono coinvolti anche l'allontanamento e la dispersione dei granuli di melanina dai cheratinociti. L'acido retinoico è indicato nel melasma di tipo epidermico, soprattuto in concomitanza di effetti di fotoinvecchiamento precoce. Durante il trattamento è necessario evitare l'esposizione agli UV poiché in presenza di acido retinoico possono causare sensibilizzazione cutanea.
L'a-tocoferolo, oltre a bloccare l'attacco dei radicali liberi sugli acidi grassi insaturi, inibisce l'attività della tirosinasi svolgendo la funzione di schiarente cutaneo.
L'acido azelaico è prodotto in natura dal lievito Pityrosporum ovalis, responsabile nell'uomo della pityriasis versicolor, una patologia cutanea caratterizzata dalla comparsa di chiazze bianche dovuta all'azione depigmentante dell'acido azelaico. Veniva utilizzato come antinfiammatorio ed antibatterico (molto efficace contro l'acne). Oltre a queste attività, l'acido azelaico possiede un'azione cheratolitica ed inibitrice sull'enzima tirosinasi, responsabile della melanogenesi; manifesta la sua migliore azione depigmentante sulle cheratosi solari e senili pigmentate, ma anche nella terapia del melasma; non manifesta azione schiarente su pelle normale, lentiggine senile o nevi in generale. L'acido azelaico non è fotosensibilizzante ed ha una buona tollerabilità.
L'acido ascorbico e i suoi derivati non inibiscono direttamente la tirosinasi, bensì agiscono come riducenti sugli intermedi della melanina, bloccando a vari livelli le reazioni ossidative della melanogenesi. Possiede tre importanti proprietà: ha un effetto inibente la melanogenesi, bloccando la catena di reazioni di ossidazione da tirosina a melanina, promuove la sintesi di collagene e infine ha attività anti-radicali liberi.
L'acido kojico inattiva la tirosinasi chelando gli ioni rame. Viene prodotto attraverso processi biotecnologici da Aspergillus Oryzae.
L'estratto di radice di liquirizia (Glycyrrhiza glabra), ricco in  glicirrizina e glabridina ha mostrato attività depigmentante bloccando l'attività della tirosinasi.
L'Embica presenta dei tannini che hanno un'azione chelante sul rame e sul ferro.
Il melograno, con il suo estratto ricco di acido ellagico, possiede un'azione sull'enzima tirosinasi e chelante sullo ione del rame.
L'uva ursina con i suoi glucosidi idrochinonici (arbutina e metilarbutina) inibisce l'enzima tirosinasi.

 

MOLECOLE DEPIGMENTANTI E LORO MECCANISMI D'AZIONE
MOLECOLA MECCANISMO

Acido azelaico

Inibizione dell'enzima tirosinasi

Acido kojico

Inibizione della tirosinasi; agente sequestrante gli ioni del rame

Arbutina

Inibizione dell'enzima tirosinasi

Niacinamide

Impedisce la migrazione dei melanosomi dai melanociti ai cheratoniciti.

Vitamina C e i suoi derivati

Azione antiossidante e anti formazione della melanina.