Acidi della frutta - Alfa e beta idrossiacidi

Gli alfaidrossiacidi ed altri acidi della frutta (acido malico dalle mele, acido tartarico dall'uva, acido glicolico della canna da zucchero, acido citrico degli agrumi ecc.) sono molto utilizzati per le loro proprietà esfolianti ed antiossidanti. Queste sostanze, naturali o di sintesi, sono particolarmente adatte per i peeling o scrub, vale a dire per quei trattamenti esfolianti che promuovono il rinnovamento dell'epidermide, stimolando allo stesso tempo la produzione di collagene nel derma. Acidi della fruttaTale effetto è ottenuto grazie all'asportazione più o meno intensa delle cellule morte dalla superficie epidermica; in questo modo si stimola il rinnovamento cellulare, donando alle pelle un aspetto più uniforme e luminoso. Gli acidi della frutta, in particolare, riescono a sciogliere i legami che uniscono le cellule morte a quelle vive, facilitandone l'allontanamento. Le loro piccolissime dimensioni, inoltre, gli permettono di penetrare in profondità, dove favoriscono la riparazione delle fibre di collagene ed elastina.

In commercio esistono prodotti contenenti acidi della frutta in diverse concentrazioni, ideali per il trattamento quotidiano, per quello periodico o per quello specialistico. Eccedere con il loro utilizzo, o applicare cosmetici troppo aggressivi, significa causare un anomalo assottigliamento della pelle - che risulta così più fragile ed esposta alle aggressioni esterne - fino a provocare microabrasioni cutanee e la rottura dei capillari. I prodotti commerciali contengono acidi della frutta in concentrazioni normalmente comprese tra il 5 ed il 10%, in modo da essere tollerati un po' da tutti i tipi di pelle e carnagione; in quelli professionali, invece, si può superare il 50%, con valori di pH nettamente inferiori. In ogni caso, è buona regola testare preventivamente il prodotto su una piccola area cutanea, ad esempio nella cavità del gomito o sotto al mento, ricordando che l'attività cheratolitica varia in base al pH e ai princìpi attivi che lo caratterizzano (i betaidrossiacidi, per esempio, sono più aggressivi degli alfaidrossiacidi).

Gli acidi della frutta sono particolarmente indicati per pelli grasse, specie se asfittiche, perché consentono al sebo di fuoriuscire dal follicolo in maniera più agevole, evitando così la formazione di foruncoli e comedoni (punti bianchi e neri). A tale scopo si dovranno utilizzare prodotti esfolianti non oleosi e comunque delicati; è risaputo, infatti, che le ghiandole sebacee reagiscono a simili insulti aumentando la produzione di sebo.

Anche le pelli secche possono trarre giovamento dagli acidi della frutta, a condizione, però, che questi vengano applicati su una cute ben idratata (ad esempio dopo la doccia) e che siano abbinati, nel post-trattamento, ad un fluido idronutriente oleoso.

In genere, risultati apprezzabili si notano dopo un paio di settimane di uso regolare e quotidiano. Dopo questo periodo si può eseguire un peeling professionale, od estendere il trattamento fino ad un mese, per poi ritornare alle normali creme idratanti abbinate a richiami esfolianti due volte a settimana. Questa frequenza di trattamento, valida in generale per pelli giovani, dev'essere ridotta sopra i 40 anni, perché dopo questa età il ricambio cellulare inizia a rallentare (trattamenti troppo ravvicinati non darebbero alla pelle il tempo necessario per ricostituire le sue difese, rendendola più suscettibile alle aggressioni esterne).

Alle prime applicazioni, i prodotti a base di acidi della frutta possono provocare leggeri rossori, bruciori e pizzichii, ma in genere tali effetti svaniscono in breve tempo; qualora perdurassero oltre o fossero particolarmente intensi, il trattamento va sospeso immediatamente. Ben più aggressivi sono invece i prodotti ad uso esclusivo di estetiste professioniste o di medici specializzati; in questo caso l'arrossamento potrebbe durare fino ad un paio di giorni ed è comunque molto importante evitare di esporsi direttamente al sole nella settimana seguente.