Spremuta di Melograno

Cos’è la Spremuta di Melograno?

Spremuta di melograno: introduzione

La spremuta di melograno (o meglio, melagrana) è una bevanda ottenuta dall'estrazione liquida, per spremitura a freddo, dei frutti di melograno (P. granatum).

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Dotata di ottime proprietà nutrizionali, la spremuta di melograno è considerata un vero e proprio "toccasana". Energizzante, per il notevole apporto zuccherino, e fonte di minerali, vitamine ed altri antiossidanti, la spremuta di melograno è adatta alla maggior parte dei regimi alimentari. Viene considerata la bevanda antiossidante per eccellenza, anche se come spesso accade il marketing ha contribuito a distorcere quanto di vero ci possa essere sull'argomento.

Per ottenere una buona spremuta di melograno è necessario fare uso dello spremitore a freddo dedicato (manuale); alcuni usano lo spremiagrumi. Non bisogna invece confondere la spremuta di melograno con l'estratto e il centrifugato, bevande rispettivamente ottenute con apparecchi diversi (estrattore e centrifuga).

Approfondimenti: Generalità sul melograno e sul melagrana

Il melograno (in inglese "pomegranate") è un albero facente parte della Famiglia Lythraceae che cresce fino a 5-8 m di altezza. Nell'emisfero settentrionale, quindi anche in Italia, produce frutti tipicamente autunnali (da settembre a febbraio); nell'emisfero australe fruttifica in primavera (da marzo a maggio).

Il melograno è originario della zona che si estende dall'odierno Iran attraverso l'Afghanistan e il Pakistan fino all'India Settentrionale. Fin dall'antichità è stato diffuso e coltivato in tutta la regione mediterranea. Fu introdotto dalle colonie spagnole in America solo nella seconda metà del XVI secolo e in California nella seconda metà del 1700. Oggi è ampiamente distribuito in tutto il Medio Oriente e nella regione del Caucaso, nell'Africa Settentrionale e tropicale, nell'Asia Meridionale, nell'Asia Centrale, nelle parti più aride dell'Asia Sud-Orientale e in alcune parti del Bacino del Mediterraneo. È oggetto di coltivazione anche in alcune parti dell'Arizona e della California. Nel XX e XXI secolo è diventato molto comune nei mercati commerciali europei e, in senso generale, nell'emisfero occidentale.

La parte commestibile del melagrana è l'insieme degli arilli (piccoli semi interni singolarmente avvolti, e separati, in ricettacoli carnosi); questi, che potrebbero essere identificati come "polpa del frutto", vengono utilizzati crudi e cotti, come alimento indipendente, per l'estrazione di succhi, guarnizioni dei piatti, fermentazione di bevande alcoliche ecc.

Per maggiori informazioni sul melograno e sul melagrana è consigliabile la lettura dell'articolo dedicato: Melograno.

Proprietà Nutrizionali

Premessa sulla composizione della spremuta di melograno

Stabilire le caratteristiche nutrizionali della spremuta di melograno non è semplice. Mentre il profilo chimico degli arilli interi di melagrana è ormai completamente definito, nessuno ha ancora analizzato dettagliatamente quello della spremuta. L'estrazione dei liquidi è infatti un procedimento che separa completamente la "parte edibile" dalla "non edule", scartando anche una parte dei residui normalmente inquadrati tra le fibre alimentari.

La spremuta di melograno è, per certi versi, più concentrata e nutriente degli arilli interi di melagrana. Ciò nonostante è quasi totalmente privata di tutte le componenti non digeribili. Alcune di queste sono legnose e non costituiscono un fattore nutrizionale auspicabile; altre invece, promuovono la salute del colon e il trofismo della flora batterica intestinale.

Nondimeno, è fondamentale ricordare che tra i vari componenti nutrizionali del melagrana, alcuni sono contenuti all'interno del seme. Masticandoli come alimento intero, dopo averlo sgranato, avremmo la possibilità di estrarne una percentuale senz'altro rilevante (come avviene, ad esempio, per gli acini d'uva). D'altro canto non è chiaro in che quantità, spremendo il frutto metà per volta grazie ad un marchingegno ibrido tra uno spremiagrumi ed una pressa, questi si diffondano nel succo.

Il melagrana è commestibile sino al 59%. Ciò significa che per ottenere una porzione di spremuta (circa 125 ml) dovremmo utilizzare un melagrana del peso approssimativo di 210 g. È tuttavia necessario riflettere sulla precisione di questo calcolo. I frutti di melograno sono in effetti molto diversi tra loro e, talvolta, la resa è significativamente maggiore o inferiore.

Caratteristiche nutrizionali generali della spremuta di melagrana

La spremuta di melograno è ricavata dalla lavorazione di un prodotto facente parte del VII gruppo fondamentale degli alimenti (cibi ricchi di fruttosio e vitamina C).

Ha un apporto energetico significativo, composto pressoché interamente da carboidrati; seguono percentuali quantitativamente meno rilevanti di lipidi e proteine. I glucidi della spremuta di melograno sono semplici, solubili, costituiti dal fruttosio. Le proteine, di basso valore biologico, non contengono gli amminoacidi essenziali nelle giuste quantità e proporzioni; è anche possibile che, eccezion fatta per gli amminoacidi liberi, gran parte dei peptidi contenuti negli arilli di melograno rimanga nello scarto della spremitura. Non è nota la ripartizione degli acidi grassi, quindi il loro potenziale impatto sul metabolismo, e ci limitiamo a specificare che la loro presenza è comunque importante per l'assorbimento di altri nutrienti liposolubili come vitamine e fitosteroli.

La spremuta di melograno non apporta concentrazioni significative di fibre. Sono assenti il colesterolo, rimpiazzato dagli steroli vegetali, il glutine, il lattosio e l'istamina (questi ultimi tre, spesso responsabili di intolleranza alimentare).

Per quel che concerne i minerali, la spremuta di melograno è considerata un'ottima fonte di potassio. In merito alle vitamine invece, spiccano i livelli delle idrosolubili folati (del gruppo B), vitamina C o acido ascorbico e della liposolubile K (funzione antiemorragica).

Fitocomplesso antiossidante della spremuta di melograno

Il melograno è ricco di vitamina C, una molecola idrosolubile dal potere antiossidante ed essenziale per il sistema immunitario, per la sintesi del collagene ecc. L'acido ascorbico non è tuttavia l'unico fattore nutrizionale utile nella lotta ai radicali liberi contenuto nella spremuta di melograno.

Normalmente assenti nelle tabelle chimico-nutrizionali, i polifenoli antiossidanti sono invece le sostanze che hanno conferito alla spremuta di melograno la reputazione di fitocomplesso antiossidante. Tra i vari elementi ricordiamo:

  • Tannini idrolizzabili: chiamati punicalagine o ellagitannini, si formano dall'unione di acido ellagico con acido gallico e una molecola di glucidi. Sono attualmente in fase di sperimentazione scientifica per eventuali benefici sulla salute. Studi in vitro ed in vivo hanno dimostrato che la maggior parte dei loro effetti benefici è dovuta alla trasformazione degli ellagitannini in urolitine (metaboliti) ad opera della flora batterica intestinale
  • Antociani rossi (contenuti nella polpa, sono più concentrati nel frutto maturo): i più abbondanti sono la delfinidina, la cianidina e i glicosidi di pelargonidina. Strumentalizzati nelle campagne pubblicitarie, gli antociani del melograno non hanno tuttavia dimostrato scientificamente di esercitare effetti terapeutici come quello antitumorale ed anti aging. Per questo, la FDA ha sanzionato certi produttori industriali di succo di melograno per aver diffuso affermazioni infondate e pertanto illegali sull'argomento.

Nota: Il contenuto fenolico del succo di melograno è influenzato negativamente dalle tecniche di lavorazione industriale, soprattutto dalla pastorizzazione.

Buccia di melagrana: un concentrato di polifenoli

Rispetto alla polpa, la buccia di melograno, pur non essendo commestibile, contiene fino a tre volte la quantità totale di polifenoli (tannini condensati, catechine, gallocatechine e prodelfinidine) rispetto alla polpa dei semi. Non è un caso che la buccia di melograno sia utilizzata, a livello industriale, per la produzione di integratori e conservanti alimentari.

Poiché la spremuta di melograno si ottiene, come abbiamo detto, strizzando una alla volta le due metà del frutto intero, è possibile che questa contenga anche una parte degli antiossidanti della buccia. Bisogna comunque sottolineare che il metodo di estrazione della spremuta è tendenzialmente imperfetto, non totalmente efficace, poiché durante lo schiacciamento i liquidi della polpa impregnano la buccia che agisce come una "spugna", trattenendo all'interno una parte dei fattori nutrizionali (il residuo della lavorazione è infatti di colore rosso a causa della ritenzione di antociani della polpa nella buccia).

A conti fatti, la concentrazione nutrizionale di nutrienti e polifenoli della spremuta di melograno, paragonata ad un centrifugato o all'estratto di arilli, potrebbe non essere poi così vantaggiosa.

Spremuta di melograno nella dieta

La spremuta di melograno è da evitare totalmente solo in caso di allergia. Si presta alla maggior parte dei regimi alimentari; non bisogna comunque dimenticare che si tratta di una bevanda dolce a tutti gli effetti. La discreta quantità energetica conferita dagli zuccheri può interferire con l'equilibrio nutrizionale nello schema nutrizionale dell'obeso, del diabetico (mellito tipo 2) e dell'ipertrigliceridemico.

Soprattutto nella dieta dei bambini, la spremuta di melograno può essere un'alternativa eccellente alle bevande gassate e ai succhi di frutta commerciali. È comunque indispensabile produrla o acquistarla fresca, non confezionata, e berla all'istante per mantenerne indenni le caratteristiche nutrizionali. La ricchezza d'acqua e potassio si presta al regime alimentare dello sportivo e di chi soffre di ipertensione arteriosa primaria. L'abbondanza in folati invece, è un ottimo preteso per poterla inserire tra le abitudini nutrizionali, magari come spuntino, della donna incinta.

La spremuta di melograno è pertinente alle abitudini alimentari vegetariana, vegana e crudista. Non è vietato da nessuna religione o filosofia.

 La porzione media di spremuta di melograno è di 100-150 ml (85-125 kcal).

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Valori Nutrizionali per 100 g di Polpa di Melograno
Parte Edibile 59%
Nutrienti Quantita'

Percentuale US adulti*

Energia

83 Kcal

 
Carboidrati

13,67 g

 
Zuccheri

13,67 g

 

Fibre Alimentari

4,0 g

 
Grassi

1,17 g

 
Proteine

1,67 g

 
Vitamine

Tiamina o Vitamina B1

0,067 mg

(6%)

Riboflavina o Vitamina B2

0,053 mg

(4%)

Niacina o Vitamina PP

0,293 mg

(2%)

Acido Pantotenico o Vitamina B5

0,377 mg

(8%)

Piridossina o Vitamina B6

0,075 mg

(6%)

Folati

38µg

(10%)

Colina

7,6 mg

(2%)

Vitamina C o Acido Ascorbico

10,2 mg

(12%)

Vitamina A o RAE

15µg

(2%)

Vitamina E o Tocoferoli

0,6 mg

(4%)

Vitamina K (Antiemorragica)

16,4µg

(16%)

Minerali
Calcio

10 mg

(1%)

Ferro

0,3 mg

(2%)

Magnesio

12 mg

(3%)

Manganese

0,119 mg

(6%)

Fosforo

36 mg

(5%)

Potassio

236 mg

(5%)

Sodio

3 mg

(0%)

Zinco 0,35 mg

(4%)

Acqua

80,5 g

 

* Approssimata sulle raccomandazioni statunitensi (US) per la popolazione adulta.

Spremi Melograno

Differenze tra spremi melograno, estratto, centrifugato e succo

Lo spremi melograno è uno strumento concepito per ottenere la spremuta di melograno. Spremuta, estratto, centrifugato e succo non sono sinonimi. Per quanto scarsamente rilevanti, i quattro prodotti possono mostrare alcune differenze:

  1. Spremuta di melograno: ricavata dalla spremitura del melagrana intero, quindi non solo degli arilli ma anche della buccia; il frutto dev'essere preventivamente tagliato a metà sul piano trasversale. Si ottiene per mezzo di spremi melograno manuale
  2. Estratto di melograno: ricavato per estrazione del succo dagli arilli preventivamente sgranati dal frutto intero. Si ottiene per mezzo di un estrattore elettrico – elettronico
  3. Centrifugato di melograno: ricavato per centrifugazione dagli arilli sminuzzati, preventivamente sgranati dal frutto intero. Si ottiene per mezzo di una centrifuga elettrica – elettronica
  4. Succo di melograno: apparentemente sinonimo dei tre precedenti, è invece il sostantivo più adatto per indicare il prodotto commerciale, venduto soprattutto in brik o in bottiglia di plastica o vetro.

Tipi e descrizione degli spremi melograno

Di premi melograno ne esistono tipi differenti. Come sempre, il mercato offre decine di soluzioni che si adattano alle diverse necessità dei consumatori. Gli innumerevoli prodotti si potrebbero suddividere fondamentalmente in due macro-gruppi: spremi melograno manuali e spremi melograno elettrici – elettronici.

Non tutti sono d'accordo nel differenziare gli spremiagrumi dagli spremi melograno. In effetti, questi strumenti mostrano caratteristiche parecchio simili tra di loro. Quelli manuali più semplici sono in plastica e dotati di una protuberanza, montata su un filtro che blocca i residui solidi, per mezzo della quale viene infilzato, schiacciato e strizzato il mezzo melograno; il succo è incamerato da un serbatoio alla base. Il prezzo medio dello strumento è di 15 €.

Gli spremi melograno manuali più avanzati invece, pur funzionando con lo stesso principio, sono generalmente metallici, articolati, adottano varie leve e meccanismi a guida per aumentare la forza di spremitura diminuendo lo sforzo; sono più costosi ma anche più efficaci ed efficienti. Il prezzo medio varia in base ai materiali, da 25 a 150 €

Una categoria intermedia tra le due precedenti è quella del torchio manuale, usato anche per spremere alimenti diversi. Il prezzo medio è compreso tra 25-80 €.

Sono molto rari gli spremi melograno elettrici – elettronici, invece sostituiti da estrattori e centrifughe. Il prezzo è molto variabile (da 50 a 250 €) in base alla tecnologia, al brand, alle funzioni supplementari ecc.

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