Soia e Colesterolo

La soia (Glycine max) è una pianta cespugliosa, appartenente alla famiglia delle Fabaceae o Leguminose.
Della soia se ne consumano i baccelli, che contengono fino a 5 semi ciascuno; è un alimento tradizionale dell'estremo oriente (Asia), dove riveste un'importanza primaria nel regime alimentare collettivo. Soia e ColesteroloDalla soia si ricavano il tofu, il miso, il latte vegetale, l'olio ecc; costituisce anche moltissimi altri cibi inseriti nel regime alimentare del "Sol Levante" e pare che, grazie ai suoi nutrienti, sia in grado di combattere il colesterolo in eccesso.

Perché riduce il colesterolo?

La soia è un legume dalle proprietà eccellenti; la maggior parte delle sue componenti nutrizionali (chi più e chi meno) possiede un notevole effetto IPOcolesterolemizzante; per questo rappresenta un alimento consigliabile nella terapia nutrizionale finalizzata a combattere questa forma di dislipidemia.
I nutrienti della soia che combattono il colesterolo in eccesso sono: proteine, lipidi polinsaturi, fosfolipidi, fibra alimentare e fitosteroli.

Proteine

Le proteine della soia hanno un buon profilo amminoacidico, sono ricche di arginina ed il loro valore biologico (VB) è pari a 75 su una scala da 0 a 100.
Oltre a questa ottima caratteristica nutrizionale, diversi studi hanno evidenziato una correlazione tra l'assunzione di proteine della soia ISOLATE e diminuzione del colesterolo TOTALE e colesterolo LDL in soggetti affetti da ipercolesterolemia. A dire il vero, non è ancora ben chiaro quale sia il meccanismo che determina un effetto simile anche se diverse ricerche hanno formulato e proposto alcune teorie interessanti.
Tra le più quotate si evidenzia l'interazione recettoriale delle proteine della soia con i recettori epatici; pare che aumentando le proteine della soia nella dieta venga favorita l'espressione dei recettori specifici delle LDL (volgarmente dette colesterolo cattivo) nelle cellule del fegato; in tal modo, le LDL circolanti vengono captate in maniera più efficace e la loro concentrazione plasmatica diminuisce sensibilmente. Un'assunzione regolare di 25-40g/die di proteine della soia riduce il colesterolo LDL e totale di circa 20mg/dl (Food and Drugs Administration - USA).
E' possibile che il meccanismo sia regolato dalla prevalenza dell'amminoacido arginina sulla lisina (Diet and heart disease - David Kritchevsky), peraltro ulteriormente coinvolto nella riduzione della pressione arteriosa; l'arginina, quale precursore dell'ossido nitrico (NOS), determina un miglioramento dell'elasticità vasale ed una riduzione del rischio cardiovascolare sia per gli ipertesi, sia per i dismetabolici in genere.

Lipidi

I lipidi della soia utili alla riduzione del colesterolo sono: acidi grassi polinsaturi, fosfolipidi e fitosteroli.
Gli acidi grassi polinsaturi (18:2 indifferenziato = 3,338g/100g di soia; 18:3 = indifferenziato 0,445g/100g di soia) sono noti per la loro capacità di influire positivamente sui livelli ematici dei lipidi. Gli omega-‰3 agiscono prevalentemente sui trigliceridi mentre gli omega-6 riducono indistintamente LDL e HDL determinando una riduzione sensibile del colesterolo totale.
I fosfolipidi contenuti nella soia sono costituiti dalla lecitina, presente in concentrazioni di circa 1500mg/100g di soia; questa molecola emulsionante (che rappresenta anche un additivo alimentare molto diffuso) agisce sull'ipercolesterolemia in due modi:

  • Interagisce col colesterolo nel lume intestinale e, soprattutto in presenza di fibra alimentare, ne riduce l'assorbimento
  • Dopo essere stata assorbita, va a costituire l'enzima (Lecitina Colesterolo Acil Transferasi - LCAT) il quale facilita l'incorporazione del colesterolo libero nelle lipoproteine ad alta densità (HDL - "colesterolo buono") innalzandone i livelli nel sangue.

NB. La lecitina è anche uno stabilizzatore del colesterolo nella bile, nella quale riveste un ruolo protettivo dalla litiasi (calcolosi).

Fitosteroli

La soia contiene alcune molecole steroidee di origine vegetale, i fitosteroli; tali sostanze sono direttamente coinvolte nella riduzione dell'assorbimento intestinale del colesterolo poiché, essendo chimicamente affini, lo legano e ne impediscono il passaggio attraverso la mucosa intestinale.
A dirla tutta, i fitosteroli (come gli isoflavoni) sono anche dei potenti antiossidanti e, a prescindere dall'interazione con il colesterolo, riducono il rischio cardiovascolare. Ciò avviene per riduzione dello stress ossidativo a carico delle LDL ("colesterolo cattivo") preservandone la capacità di legarsi ai recettori epatici; una maggiore captazione è utile a prevenire il deposito vasale, quindi l'aterosclerosi.
NB: I fitosteroli sono anche definiti fitoestrogeni perché, dopo la conversione in agliconi da parte della flora batterica intestinale, vengono assorbiti, rielaborati dal fegato e riversati nel sangue sotto forma di molecole estrogene. Una maggior concentrazione in fitoestrogeni nella dieta di chi consuma frequentemente la soia può essere la chiave di:

entrambi caratteristici della popolazione femminile orientale a dispetto di quella femminile occidentale.

Fibra solubile

Per ultima, ma non meno importante, la fibra alimentare; questa componente (contenuta anche negli altri alimenti vegetali) trattiene acqua e gelifica il contenuto intestinale, modulando di conseguenza l'assorbimento dei nutrienti. Oltre a regolare il transito all'interno del tubo digerente, la fibra alimentare riduce la curva glicemica ed ostacola l'assorbimento del colesterolo; questa capacità, associata alla funzione di tutte le altre componenti sopra citate, conferisce alla soia una notevole efficacia ipocolesterolemizzante sia nell'assorbimento, sia dal punto di vista metabolico.