Plancton - Proprietà Nutrizionali

Cos’è il plancton?

Generalità sul plancton

Plancton è il nome di un insieme di piccolissimi organismi e microorganismi (galleggianti o affondanti) che sta alla base della catena alimentare acquatica (ad esempio minuscoli pesci, mante, squali balena, cetacei ecc), svolge un ruolo primario nei cicli biogeochimici di molti elementi (come ad esempio il carbonio oceanico) e produce ossigeno (fino al 50% del totale sul pianeta).

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Quella del plancton non è una classificazione filogenetica o tassonomica, ma piuttosto un raggruppamento di specie differenti all'interno della stessa nicchia ecologica. Tra gli organismi animali, vegetali e microscopici del plancton citiamo: virus, batteri, miceti, archei, alghe monocellulari e pluricellulari, protozoi, larve, molluschi, crostacei e meduse.

Il trofismo della popolazione planctonica (o planctica) dipende da molti fattori ambientali come ad esempio la presenza di nutrienti, lo stato fisico della colonna d'acqua ecc.

Generalmente di interesse bio- ed ecologico marino, il plancton (o meglio, una parte di esso) è anche una risorsa di sostentamento per alcune attività umane. Stiamo parlando del krill e di alcune microalghe.

Entriamo più nel dettaglio.

Lo sapevi che…

Il nome plancton deriva dall'aggettivo greco "planktos", che significa errante (alla deriva, vagabondo, girovago), e per estensione è stato coniato da Victor Hensen nel 1887.

Lo studio del plancton è definito "planctologia" e un individuo planctonico viene definito "plankter".

Krill e Alghe

Krill del plancton

Il krill è un gruppo di creature, più precisamente crostacei, facenti parte del plancton – macroplancton (vedi sotto). Pescato ed utilizzato soprattutto come mangime per gli allevamenti ittici (soprattutto di salmoni e trote), rappresenta anche un substrato per l'estrazione di grassi usati come integratori alimentari.

Quello di krill è un olio ricco di acidi grassi omega 3, in particolare:

Alghe del plancton

Nel plancton ci sono vari tipi di alghe che costituiscono il cosiddetto fitoplancton. Solo una, tuttavia, è stata valutata idonea al consumo alimentare: l'unicellulare Tetraselmis chuii. Ricchissima dal punto di vista nutrizionale, viene considerate l'ultima frontiera degli integratori alimentari-alimenti funzionali.

Questa alga del plancton contiene soprattutto acidi grassi EPA e DHA, vitamina C, vitamina E e vitamina B12 (cobalamina). Coltivata in acquacoltura, viene lavorata e commercializzata in forma di polvere disidratata, talvolta in capsule o compresse.

Le aziende di distribuzione non forniscono particolari raccomandazioni sulla conservazione del prodotto anche se, come vedremo nel prossimo paragrafo, potrebbe essere molto utile seguire alcuni accorgimenti.

Omega 3 del plancton

Prodotti nell'organismo a partire dall'acido alfa linolenico (ALA – tipico degli alimenti di origine vegetale come i semi oleosi, il germe dei semi amidacei, gli ortaggi, i frutti ecc), pur essendo metabolicamente più attivi del loro precursore, EPA e DHA non vengono considerati essenziali.

D'altro canto la via metabolica degli omega 3 è parzialmente condivisa dagli omega 6 che, essendo più abbondanti nella dieta, tendono a limitare la disponibilità degli enzimi. Per questa ragione si consiglia di frazionare l'introito alimentare di omega 3 assumendo non solo cibi ricchi di ALA, ma anche alimenti con EPA e DHA.

L'acido eicosapentaenoico e l'acido docosaesaenoico svolgono molte funzioni benefiche; le principali sono:

È tuttavia doveroso specificare che EPA e DHA, quindi anche l'olio di krill e presumibilmente anche la polvere di alghe planctiche, sono piuttosto deperibili e non devono essere esposti a: luce, calore, ossigeno e radicali liberi. Per una maggiore conservazione si aggiungono vitamine antiossidanti come i tocoferoli (vitamina E) ed alcuni retinolo equivalenti (provitamine A, come i carotenoidi, ad esempio il beta carotene, l'astaxantina, il licopene ecc). Inoltre, la conservazione dell'olio di krill deve avvenire possibilmente in frigorifero, in contenitori ermetici e scuri, per periodi di tempo limitati.

Concludiamo sottolineando che l'olio di plancton è qualitativamente superiore a quello di pesce (ad esempio di salmone) e di fegato di pesce (ad esempio di merluzzo). Eguagliato solo dall'olio di alghe pluricellulari (non sono le stesse di cui abbiamo parlato sopra, che invece appartengono al gruppo delle unicellulari), ha un ottimo livello di purezza e una bassissima concentrazione di inquinanti (mercurio, piombo, diossine ecc). È commercializzato prevalentemente in forma di capsule gelificate.

Altri Usi

Ruolo del plancton nell'allevamento del pesce

Abbiamo detto che il krill è ampiamente utilizzato come foraggio per l'itticoltura, ma l'importanza del plancton in questo genere di attività è ben più ampia.

Il fitoplancton e lo zooplancton ambientali svolgono un ruolo, ormai riconosciuto e dimostrato da tempo, nella piscicoltura estensiva e semi-intensiva. Sono trascorsi decenni da quando le strategie di gestione dell'allevamento si sono evolute, basandosi sul rilevamento del trofismo planctico, dimostrando l'enorme importanza di questo elemento non solo in acque aperte, ma anche negli ambienti artificiali creati dall'uomo.

Danneggiare l'ecosistema marino alla base, pregiudicando la popolazione planctonica (ad esempio con l'inquinamento, il prelievo eccessivo di krill ecc), significa provocare danni irreparabili che si ripercuoteranno inesorabilmente anche sulla vita umana.

Biologia

Cenni biologici sul plancton

Il plancton, essendo incapace di nuotare efficacemente, si sposta grazie alle correnti ed alle onde nella cosiddetta zona pelagica degli oceani, dei mari e delle acque interne (laghi, fiumi, valli ecc).

Vista l'eterogeneità delle creature che lo compongono, il plancton non può essere considerato tutto uguale. Si può differenziare in base all'occupazione nella colonna d'acqua (necton e benthos), alla capacità di locomozione, alla fase dello sviluppo (alcune creature sono plancton solo in giovane età, come pesci, ricci di mare, stelle marine ecc), al regno biologico di appartenenza (zooplancton, fitoplancton, batteri e alghe unicellulari) e alle dimensioni.

Di seguito proporremo due dei sistemi di classificazione più importanti.

Classificazione del plancton in gruppi funzionali o trofici

Il plancton si divide in vari gruppi funzionali (o trofici). Questo criterio differenzia la comunità planctica in ampi gruppi di produttori, consumatori e riciclatori. Tuttavia, determinare il livello trofico del plancton non è semplice. Ad esempio, sebbene la maggior parte dei dinoflagellati siano produttori fotosintetici o consumatori eterotrofi, molte specie svolgono entrambi i ruoli. In questa strategia trofica mista (nota come mixotrofia) gli organismi agiscono sia come produttori che come consumatori, passando da un metodo di alimentazione all'altro in risposta alle condizioni ambientali. Ad esempio, affidandosi alla fotosintesi quando i nutrienti e la luce sono abbondanti, per passare alla predazione quando le condizioni di crescita diventano avverse. Il riconoscimento dell'importanza della mixotrofia come strategia ecologica è in continuo aumento, così come l'ampiezza del ruolo che questa può svolgere nella biogeochimica marina.

Fitoplancton: costituito da alghe procariotiche o eucariotiche autotrofe che vivono vicino alla superficie dell'acqua in presenza di luce per la fotosintesi. Tra i gruppi più importanti si distinguono le diatomee, i cianobatteri, i dinoflagellati e i coccolitofori (il fitoplancton procariotico è anche il batterioplancton – vedi sotto).
Zooplancton: costituito da piccoli protozoi o metazoi (ad esempio crostacei e altri animali) che si nutrono di altro plancton. Sono incluse anche uova e larve di animali nektonici più grandi come pesci, crostacei e anellidi.
Batterioplancton: costituito da batteri e archaea che svolgono un ruolo importante nella remineralizzazione del materiale organico nella colonna d'acqua (il fitoplancton procariotico è anche batterioplancton).
Micoplancton: costituito da funghi e organismi fungiformi che, come il batterioplancton, sono utili per la remineralizzazione e nel metabolismo dei nutrienti.

Suddivisione del plancton in dimensioni

Il plancton si divide anche in base alle dimensioni.

Gruppo Taglia Esempio
Megaplancton

> 20 cm

Meduse, molluschi cefalopodi, Amphipoda ecc

Macroplancton

2-20 cm

Meduse, molluschi cefalopodi, doliolidi e pirosomi, krill (Euphausiacea) ecc

Mesoplancton 0,2-20 mm Meduse, metazoi, cladocera ecc
Microplancton 20-200 µm Grandi eucarioti protisti, fitoplancton ecc
Nanoplancton 2-20 µm Piccoli eucarioti protisti, diatomee ecc
Picoplancton 0,2-2 µm Piccoli eucarioti protisti, batteri ecc
Femtoplancton < 0,2 µm Virus marini