Funghi in Gravidanza

Gravidanza

La gravidanza è una condizione fisiologica speciale, che richiede maggior cura e attenzione rispetto alla norma.

L'incolumità del nascituro dipende soprattutto dal corretto decorso gravidico e, in tal senso, la dieta della madre è un fattore a dir poco essenziale.

funghi in gravidanzaDurante il suo sviluppo, l'embrione-feto è esposto ai rischi di: malnutrizione, compromissioni metaboliche, intossicazione (ad esempio farmacologica), avvelenamento, tossinfezioni alimentari, parassitosi ecc.

Funghi

Controversie sui funghi

I funghi sono organismi che rientrano in un regno biologico a se stante, in cui rientrano sia i funghi dalla “forma classica” (corpi fruttiferi, carnosi, di un micelio interrato o insidiato nei tessuti morti/vivi vegetali), ma anche le muffe e i lieviti. Tutti i funghi possiedono due caratteristiche:

  • Si riproducono mediante spore
  • Tentano di difendersi con la liberazione di tossine.

    Nota: per ridurre al minimo gli avvelenamenti alimentari da funghi nocivi è ESSENZIALE approvvigionarsi presso fonti sicure, garantite e certificate. Meglio evitare la raccolta in assenza di un adeguato addestramento e l'acquisto sottobanco da persone non autorizzate.

A tal proposito bisogna fare altre due considerazioni:

  • Non tutte le tossine sono nocive per l'uomo, altrimenti non esisterebbero funghi eduli/commestibili
  • La tossicità delle tossine varia soprattutto in base alla natura chimica e alla dose (potenziale venefico). Ad esempio, si dice che i funghi chiodini diventino “obiettivamente” commestibili solo dopo la cottura per bollitura (eliminando l'acqua residua). Altri funghi aumentano la concentrazione di molecole indesiderate progressivamente con la maturazione; è il caso di alcune specie di coprini (ad esempio i C. comatus), che in corrispondenza dell'apertura del cappello diventano non commestibili. In questi casi, però, bisogna anche domandarsi se, in condizioni di maggior suscettibilità individuale (come la gravidanza, le malattie del fegato e dei reni ecc), valga la pena tentare di mangiarli, rischiando di introdurre molte tossine e comunque assumendone inevitabilmente una piccola concentrazione.

I funghi sono organismi che risentono particolarmente delle condizioni ambientali. Dopo il famosissimo disastro di Černobyl' si notò un'anomala crescita dei funghi, i quali tendono ad assorbire le radiazioni circostanti. Inoltre, quelli allo stato selvatico rappresentano un vero e proprio “serbatoio” di pesticidi (insetticidi, diserbanti ecc) e inquinanti (come il ferodo, il piombo ecc). Per questa ragione vale sempre la regola fondamentale di NON raccogliere i funghi in luoghi potenzialmente contaminati.

Funghi nell'alimentazione

I funghi hanno caratteristiche nutritive simili, per certi versi, a quelle dei vegetali, ma hanno anche delle proprietà analoghe a quelle dei cibi di origine animale.

Hanno un ottimo apporto di fibre, contengono minerali utili (come il potassio, il fosforo e lo zinco) e vitamine, delle quali la più interessante è la D, rara nella maggior parte degli alimenti e fondamentale per il metabolismo osseo.
Crudi o cotti, freschi o conservati, i funghi sono diffusi nelle cucine di quasi tutto il pianeta. Rappresentano un ingrediente utile nella preparazione degli antipasti, dei primi e dei secondi piatti.

Funghi sì o funghi no?

Funghi si

Alcuni nutrizionisti ritengono che i funghi, meglio se raccolti e freschi, siano alimenti di grande pregio, da utilizzare crudi nelle insalate e sulla pizza, stufati nelle zuppe, saltati nei primi piatti e come contorno.

Non esiste alcuna raccomandazione medica che sostiene chiaramente la nocività dei funghi eduli in gravidanza. Questi alimenti possono contribuire alla crescita e allo sviluppo del feto, soprattutto in virtù del contenuto in vitamina D, ma anche di proteine, minerali e altre vitamine (soprattutto idrosolubili del gruppo B).
La ricchezza in vitamina D, che varia in base alla specie, è particolarmente utile nella dieta della donna vegetariana in gravidanza. Infatti, questo nutriente liposolubile è tendenzialmente carente in tutti i regimi alimentari che escludono i cibi di origine animale (dei quali i maggiori esponenti sono il pesce, il fegato e il tuorlo d'uovo). Bisogna comunque riconoscere che, in presenza di un'adeguata esposizione solare, il corpo umano non richiede di introdurre grandi quantità di vitamina D; pertanto, è consigliabile aumentarne l'assunzione soprattutto nel periodo invernale.

Per le donne vegane può essere considerata utile anche la concentrazione di proteine, sebbene, in base a quanto si evince dalle tabelle di composizione nutrizionale, gran parte dell'azoto contenuto nei funghi risulti di natura NON proteica. E' discreta la presenza di fibre e probiotici, che possono migliorare la condizione intestinale (stipsi dovuta ad alterazione anatomica) spesso compromessa durante la gravidanza.

Funghi no

La maggior parte delle preoccupazioni sul consumo di funghi in gravidanza, e non solo, riguarda:

  • La specie biologica, che ne definisce la potenziale velenosità
  • La condizione dell'ambiente di crescita.

In gravidanza sono assolutamente, e ovviamente, da evitare i funghi velenosi, tossici (inclusi quelli allucinogeni contenenti psilocibina), quelli non commestibili, opinabilmente commestibili, commestibili che hanno oltrepassato il punto di maturazione e, in generale, quelli di dubbia salubrità. Può essere consigliabile sottoporli a cottura, viste le proprietà termolabili di alcune tossine proteiche (ovvero che si degradano col calore). Nota: la psilocibina è una sostanza chimica che altera l'attività cerebrale di chi la assume e interferisce con la crescita del feto.

Di dubbia salubrità, i cosiddetti “funghi miracolosi” (medicinali), spesso utilizzati come integratori alimentari ma non sempre ritenuti sicuri per il feto (shiitake, maitake, reishi ecc), devono essere esclusi dalla dieta in gravidanza.
Per avere la massima garanzia sulla salubrità dei funghi, è necessario scegliere le giuste fonti di approvvigionamento. Sono da escludere vie alternative come la raccolta autonoma e l'acquisto da privati non autorizzati.

In Italia crescono funghi pericolosissimi molto simili ad altri commestibili e pregiati. Alcuni esempi sono: Amanita verna e A. ovoidea, nocive e simili ai più comuni prataioli eduli. Boletus satanas, detto porcino malefico, è  tossico e può essere confuso con i porcini commestibili. Omphalotus olearius, tossico e simile ai comuni gallinacci o finferli.
I funghi coltivati, con qualsiasi mezzo, prevengono anche qualunque evenienza di contaminazione da inquinanti. Infatti, molti di questi alimenti possono essere raccolti sul bordo della strada, dove sono sottoposti ad accumulo di ferodo, piombo ecc, o nei frutteti da agricoltura convenzionale, soprattutto molto vecchi, dove per decenni si è fatto uso (o se ne fa tuttora) di prodotti estremamente nocivi.
In gravidanza è sempre consigliabile lavare e cucinare i funghi, sia per ridurre il rischio microbiologico, sia (come abbiamo già detto) per diminuire quello di tipo tossico.
Concludiamo sottolineando che, come per molti altri alimenti e nutrienti, anche in questo caso la porzione gioca un ruolo fondamentale. In gravidanza è necessario limitare l'assunzione di funghi a una tantum, evitando una frequenza multipla settimanale, possibilmente in porzioni inferiori o uguali a 100-200 g.


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