Carnitina per Dimagrire

Cos'è la Carnitina

Chimica della carnitina

La carnitina (acido β-idrossi-γ-N-trimetilaminobutirrico, 3-idrossi-4-N, N, N-trimetilaminobutirato) è un amminoacido (non ordinario e nemmeno essenziale) coinvolto nel metabolismo della maggior parte dei mammiferi, delle piante e di alcuni batteri.

La carnitina è diffusa in due configurazioni isomeriche:

  • L-carnitina: metabolicamente attiva, è presente negli alimenti di origine animale e in certi integratori alimentari per dimagrire o migliorare la prestazione sportiva; si caratterizza per la bassissima tossicità
  • D-carnitina: considerata tossica per l'uomo, in quanto inibisce la sintesi endogena di L-carnitina.

carnitina-per-dimagrireA temperatura ambiente, la carnitina pura si mostra come una polvere bianca idrosolubile.

Dimagrire con la Carnitina

Funzione metabolica della carnitina

Permettendo agli acidi grassi a lunga catena di spostarsi dal citosol fin dentro ai mitocondri, la carnitina è un fattore indispensabile alla beta-ossidazione dei lipidi nelle cellule. Per questa ragione, sono in molti a ipotizzare che aumentando la concentrazione di carnitina nell'organismo si possa ottenere un incremento del consumo di acidi grassi, quindi un miglioramento della prestazione sportiva e/o un'accelerazione del dimagrimento. Non è così, ma per poter comprendere le ragioni di questa conclusione è necessario fare un piccolo passo indietro.

Creatina: NON è essenziale e nemmeno carente

Scoperta nel 1905 osservando la composizione dei tessuti muscolari, in merito alla sua importanza metabolica, la carnitina venne battezzata vitamina BT. Tuttavia, ben presto si scoprì che, partendo dai precursori lisina e metionina, il fegato e i reni (in condizioni fisiologiche) sono in grado di produrla soddisfacendo le richiede dell'intero organismo. Da allora, la carnitina non venne più considerata una vitamina, bensì un fattore vitaminosimile, indubbiamente fondamentale ma per nulla “essenziale”.


Nota: in nutrizione, sono considerati essenziali SOLO quei fattori che devono essere necessariamente introdotti con la dieta. Ricordiamo inoltre che la carnitina è abbondantissima nella carne, nelle frattaglie e nel pesce; sono presenti modeste concentrazioni anche nel latte e derivati.


Sono invece essenziali i suoi precursori lisina e metionina che, pur essendo indispensabili per una miriade di funzioni metaboliche, difficilmente sono carenti nella dieta di una persona sana. Non assumono carnitina i vegani, che tuttavia introducono quantità (non entusiasmanti) di lisina dai legumi e di metionina dai cereali (Carnitine status of lactoovovegetarians and strict vegetarian adults and children).

Perché assumendo carnitina NON si dimagrisce?

Dal paragrafo precedente emerge che la creatina non è né una molecola essenziale, ovvero che l'organismo non è in grado di produrre da solo, né un nutriente “potenzialmente” carente nella dieta collettiva. Tuttavia, per quanto certi di averne a sufficienza, rimane da capire se incrementando l'assunzione di carnitina si può in qualche modo godere di certi vantaggi metabolici.

Partendo dal presupposto che gli studi effettuati hanno sempre dato risultati negativi o inconcludenti, è fondamentale cercare di comprenderne la ragione. Anzitutto, è ragionevole pensare che la densità delle molecole di carnitina sulle membrane mitocondriali sia un fattore difficile da modificare. In tal caso, pur assumendo grosse quantità di carnitina, sarebbe come pretendere di infilare 20 automobili in un parcheggio da 10 posti. Le 10 macchine rimanenti continuerebbero a girare a vuoto in attesa di un posto libero; nel caso della carnitina, subentra il metabolismo del fegato e la conseguente espulsione con i reni. Peraltro, non è nemmeno scontato che la carnitina assunta per via orale venga assorbita. Nello studio intitolato "Disposition and metabolite kinetics of oral L-carnitine in humans" (pubblicato sul Journal of Clinical Pharmacology) emerge che non si trae alcun vantaggio nell'assunzione orale superiore a 2 g di carnitina per volta, in quanto l'assorbimento raggiunge il livello di saturazione con questa dose. S

e consideriamo che una bistecca di manzo del peso di 200 g contiene fino a 280-290 mg di carnitina, è ragionevole pensare che la dieta giornaliera ci permetta di raggiungere quasi totalmente il limite di saturazione. Ecco spiegato perché, seguendo un regime alimentare adeguato e in condizioni di buona salute generale, integrare con creatina non porta ad alcun vantaggio metabolico come, ad esempio, incentivo al dimagrimento.

Integrazione

Quando integrare con carnitina?

L'integrazione di creatina può essere necessaria solo in alcune circostanze:

  • Alterazioni cromosomiche: alcuni studi hanno osservato che, tra i soggetti colpiti da una particolare anomalia cromosomica (A common X-linked inborn error of carnitine biosynthesis may be a risk factor for nondysmorphic autism; Researchers investigate possible link between carnitine deficiency and autism), circa 1 maschio su 350 non è in grado di produrre quantità sufficienti di creatina, con conseguenze anche gravissime per la salute.
  • SPDC: esiste anche un difetto genetico nel trasporto di membrana della carnitina, chiamato Carenza Primaria Sistemica di Carnitina (SPDC) che, negli Stati Uniti si verifica in circa 1 persona su 50.000; in questo caso è stato dimostrato (Systemic primary carnitine deficiency: an overview of clinical manifestations, diagnosis, and management) che l'integrazione con creatina annulla in maniera soddisfacente le relative complicazioni.
  • SDC: può manifestarsi, in caso di malnutrizione e malassorbimento (soprattutto coesistenti), anche una carenza secondaria di carnitina (SDC). In tal caso, la risoluzione del malassorbimento e l'integrazione con carnitina possono essere indispensabili.

Come integrare con carnitina?

A conti fatti, l'integrazione con carnitina non sembra una buona soluzione per dimagrire. Ciò nonostante, praticando attività sportiva intensa e seguendo un regime alimentare sbilanciato (due fattori che, se combinati, equivalgono ad un atto di masochismo) l'integrazione con carnitina potrebbe portare alcuni, piccoli, vantaggi.
La carnitina è disponibile in polvere e in compresse, da sola o in associazione ad altri fattori nutrizionali (ad esempio creatina, arginina ecc). Visto e considerato quanto esposto nel paragrafo “Dimagrire”, consigliamo di non superare la dose di 2 g di L-carnitina al giorno e di assumerla lontano dai pasti principali.
Nota: va da sé che, funzionando da corriere degli acidi grassi dentro i mitocondri, l'efficacia della carnitina dipenda dalla tendenza metabolica generale. Questo significa che, se l'organismo è sotto l'influsso di alte concentrazioni di insulina (favorisce la liposintesi e ostacola la lipolisi), scatenate da un'assunzione alimentare esuberante, la carnitina non eserciterà alcun effetto. Al contrario, per enfatizzarne il ruolo cellulare, è indispensabile rispettare una dieta dimagrante e praticare regolarmente esercizio fisico aerobico a bassa intensità e ad alto volume.

Per cos'altro è utile la carnitina?

Facciamo un'ultima considerazione sull'effetto della carnitina per le prestazioni sportive. Dopo molti studi, si è concluso che la risposta individuale varia significativamente da un soggetto all'altro, anche in base all'impegno metabolico.
Inoltre,  la carnitina è stata studiata come fattore potenzialmente efficacia nella terapia di varie patologie cardiometaboliche (diabete, insufficienza cardiaca ecc). Tuttavia, i risultati sono inconcludenti e non sembra emergere alcun effetto sulla prevenzione della mortalità associata a condizioni cardiovascolari e sui lipidi serici (ad eccezione di un possibile abbassamento della LDL), sulla maggior parte dei parametri renali ed epatici; è possibile che possa diminuire leggermente la concentrazione di proteina c-reattiva nel sangue. Gli effetti sulla mortalità e sull'esito delle patologie sono sconosciuti.