Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): falsi miti

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo neuropsichico, che in chi ne è affetto determina difficoltà di concentrazione, iperattività, irrequietezza, estrema impulsività, aggressività inusuale, disturbi dell'umore, depressione, disturbi del sonno, ansia, episodi di stress e altri problemi di natura simile.

Maggiormente evidente al termine della prima infanzia e durante l'adolescenza, l'ADHD avrebbe – secondo quanto riportano gli esperti – un'origine multifattoriale.
Infatti, sembrerebbe derivare dall'interazione di fattori ambientali (basso peso alla nascita, traumi ostetrici o cranici ecc), socio-comportamentali, biochimici e genetici.

Negli ultimi 20 anni, numerosi ricercatori hanno dedicato il loro tempo allo studio della sindrome da deficit di attenzione e iperattività. I loro sforzi hanno permesso di chiarire alcune caratteristiche della malattia (sembra siano coinvolti i neurotrasmettitori dopaminergici e noradrenergici) nonché di sfatare alcuni miti.

L'intento di questa galleria di immagini è quello di rivedere le false credenze e le inesattezze, che a lungo – a causa soprattutto di una cattiva informazione – hanno circondato l'ADHD.

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