Demenza: quanti tipi ne esistono?

Nel 1901 – più di 100 anni fa – il dottore tedesco Alois Alzheimer descrisse, per la prima volta, una particolare forma di demenza che poi prese il nome, sicuramente noto a tutti, di morbo di Alzheimer (o malattia di Alzheimer).

Il primo paziente, a cui venne diagnosticata dal dottor Alzheimer questa diffusa malattia neurologica, fu una donna sulla cinquantina, di nome Auguste Deter.

Deter manifestava tutti i sintomi più caratteristici del morbo di Alzheimer: problemi di memoria ("..manifesta amnesie, non ricorda il nome del marito, l'anno attuale e da quanto tempo si trova in ospedale.."), comportamenti bizzarri ("..mostra improvvise scenate di gelosia.."), paranoia, disorientamento, confusione ("..sembra non capire ciò che legge.."), agitazione ("..incorre in episodi d'irritabilità..") e allucinazioni.

A differenza di un tempo (indicativamente prima del 20esimo secolo), oggi gli individui con una forma di demenza sono assai di più. Ciò è dovuto a due motivi interconnessi, in qualche modo, tra di loro: la prima ragione è che le demenze sono generalmente patologie dell'età avanzata; la seconda è che la vita media dell'essere umano si è allungata e ci sono molti più ultrasessantacinquenni.

Solo per dare un'idea al lettore di come siano cambiati i tempi, nel 1945 i soggetti al mondo sopra i 65 anni d'età erano il 3-4% della popolazione generale; nel 2010, erano il 10-14%, con dei picchi al 20% in paesi come Germania o Giappone.
Risulta quindi facilmente intuibile per quale motivo le demenze siano più frequenti oggi di 60-70 anni fa.

I tipi di demenza sono tanti: alcuni presentano delle caratteristiche comuni, altri insorgono esclusivamente in età avanzata, altri ancora sono tipici dell'età giovanile ecc.

L'intento di questa galleria di immagini è fornire una descrizione generale delle forme di demenza più importanti, riportando – quando possibile – qualche curiosità storica e numerica.

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