Febbre ricorrente da zecche

La febbre ricorrente da zecche è una malattia causata da numerose specie di Borrelia. Questi batteri infettano solitamente piccoli roditori (scoiattoli, topolini ecc.), ma possono essere trasmessi anche all'uomo da pidocchi o zecche. Finora, in Italia, sono stati segnalati poche decine di casi in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Puglia.

Nell'uomo, la febbre ricorrente da zecche esordisce dopo un periodo di incubazione di circa 5-15 giorni. La malattia provoca febbre associata a sintomi simil-influenzali (mal di testa, vomito, dolori articolari e muscolari) della durata di 2-9 giorni, che si alternano a periodi di apiressia di 2-4 giorni. In assenza di un corretto trattamento (generalmente a base di antibiotici e riposo a letto), questo andamento può verificarsi da tre a cinque volte prima che l'infezione si estingua. La malattia può assumere un decorso più serio, che rende necessario il ricovero in ospedale, ma si tratta di casi rarissimi di persone anziane o con malattie croniche già in corso.

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