Quali sono gli errori alimentari più frequenti tra i viaggiatori?

Uno degli errori più frequenti commesso dai viaggiatori diretti all'estero è quello di usare il ghiaccio. Si arriva in un luogo caldo, ci si gode un aperitivo e non si pensa che i cubetti di ghiaccio, ottenuti con acqua non sicura dal punto di vista igienico, possano trasmettere malattie.

Sul fronte alimentare, le precauzioni comprendono:

- Per la manipolazione degli alimenti, curare l'igiene delle mani, della cucina, di utensili e contenitori;

- Cuocere bene i cibi: tutte le parti, anche le più interne, devono raggiungere una temperatura di almeno 70°C;

- Evitare contatti tra alimenti crudi e cotti;

- Usare solo acqua potabile da bottiglie assolutamente sigillate (anche per lavarsi i denti). In mancanza di acqua potabile, consumarla dopo bollitura;

- Frutta e verdure crude vanno consumate solo dopo averle sbucciate e lavate con acqua "sicura";

- Scegliere prodotti pastorizzati o comunque trattati idoneamente per assicurarne l'innocuità (es. latte pastorizzato);

- Consumare gli alimenti subito dopo la cottura o, se non vengono mangiati subito, riporli in frigorifero e conservarli per breve tempo (o surgelarli), quindi riscaldarli ad alta temperatura prima del consumo;

- Proteggere gli alimenti dagli insetti, dai roditori e dagli altri animali;

- Non consumare pesce o frutti di mare crudi o poco cotti;

- Non acquistare generi alimentari da venditori ambulanti.

Oltre ad adottare norme igieniche nel consumare durante il viaggio cibi e bevande, per ridurre il rischio di contagio è fondamentale evitare bagni in acque potenzialmente contaminate. Alcuni esempi di malattie che si possono contrarre attraverso il consumo di cibo o di acqua sono la diarrea del viaggiatore, la febbre tifoide, il colera e l'epatite A.

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