Lipotossicità

Il termine lipotossicità (dall'inglese lipotoxicity) è stato coniato per indicare gli effetti deleteri causati dalla prolungata esposizione dell'organismo ad alti livelli di acidi grassi nel sangue, condizione tipica dei soggetti obesi.

Studi in vitro hanno dimostrato come isole pancreatiche umane esposte ad alte concentrazioni di acidi grassi liberi (FFA) subiscano una sensibile accelerazione dei processi di apoptosi (morte cellulare). Successivamente è stato dimostrato come i processi apoptotici delle beta-cellule siano favoriti soprattutto dalla presenza di acidi grassi saturi a lunga catena (palmitico in particolare), specie se associata alla presenza di alti livelli glicemici (glucotossicità).

Oltre che a livello pancreatico, la lipotossicità crea danni anche a livello epatico (steatosi e fibrosi epatica), a livello muscolare (dove riduce la sensibilità all'insulina), a livello cardiaco (dove crea danni ai miociti) e a livello renale (induce fenomeni fibrotici che possono portare a insufficienza renale).

La patogenesi del danno cellulare da lipotossicità viene ricondotta ad un'alterazione del metabolismo degli acidi grassi. Questi nutrienti vengono normalmente convertiti in trigliceridi e stipati come riserva in specifici compartimenti cellulari; tuttavia, quando queste riserve sono sature, il loro metabolismo porta all'accumulo di metaboliti intermedi come diacilglicerolo, acil-CoA e ceramidi, che impattano negativamente sulle funzioni cellulari causando i danni precedentemente elencati.

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