Trapianto di midollo osseo: altre complicazioni, oltre al rigetto

Alcune gravi malattie del sangue – tra cui la cosiddetta anemia aplastica, le leucemie, i linfomi e le malattie genetiche del sangue – insorgono a causa di un danneggiamento a carico del midollo osseo, ovvero il tessuto molle che produce le cellule sanguigne (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).

Quando il danno è profondo e la risposta ai trattamenti meno invasivi è poco efficace, sussistono le condizioni per intervenire con una procedura medica particolare, molto delicata e complessa, chiamata trapianto di midollo osseo.

Il trapianto di midollo osseo, o trapianto di cellule staminali ematopoietiche, è il trattamento medico-chirurgico tramite cui si sostituisce un midollo osseo non più funzionale con un midollo osseo sano, in grado di produrre cellule del sangue.

Il "nuovo" midollo osseo può provenire da un donatore compatibile (trapianto allogenico) oppure dallo stesso paziente da sottoporre al trapianto (trapianto autologo). Nel secondo caso, dopo il prelievo, le cellule staminali ematopoietiche devono essere opportunamente trattate (chemioterapia).

Come tutte le procedure di trapianto da donatore, anche il trapianto di midollo osseo allogenico può andare incontro a rigetto.

Il rigetto, tuttavia, non è la sola complicazione possibile; ne esistono infatti delle altre, ecco quali:

  • Infezioni ricorrenti.
    Le cause che possono scatenarle sono due: il processo di condizionamento e la terapia antirigetto a base di farmaci immunosoppressori.
    Il condizionamento è quella tappa fondamentale che anticipa il trapianto, durante cui si provvede alla distruzione totale del midollo osseo malato. Ciò comporta, fino a che non è stato impiantato il "nuovo" midollo, un pericoloso deficit di difese immunitarie.
    La terapia antirigetto, invece, serve a depotenziare il sistema immunitario e a ridurre l'aggressione ai danni del trapianto. Ciò espone all'attacco di virus, batteri, funghi ecc.
  • Malattia veno-occlusiva epatica.
    Si tratta di una grave malattia del fegato, che insorge a causa del condizionamento e che si caratterizza per il deterioramento dei capillari epatici (sinusoidi epatici); deterioramento che è dovuto alla formazione di coaguli sanguigni.
    Trattata con anticoagulanti e antitrombotici, la malattia veno-occlusiva epatica ha come segni distintivi l'epatomegalia, la ritenzione di liquidi e livelli elevati di bilirubina.
  • Mucositi.
    Una mucosite è un'infiammazione del rivestimento mucosale (cioè di muco) che ricopre la bocca e la gola.
    Indotte dal condizionamento, le mucositi non sono problemi di grave entità, tuttavia sono causa di dolore e difficoltà nel mangiare e nel bere.
  • Carcinoma orale.
    Diversi studi hanno confermato che i trapiantati di midollo osseo sviluppano più facilmente tumori maligni alla bocca.

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