Trapianto d’intestino tenue: tipi d’intervento e prelievo da donatori viventi

Il trapianto d'intestino tenue (o del piccolo intestino) è l'intervento chirurgico con cui si provvede alla sostituzione di un tratto d'intestino tenue gravemente malato e non più funzionale con un altro simile sano, proveniente da un donatore compatibile.

Operazione molto delicata e di difficile esecuzione, il trapianto d'intestino tenue richiede l'anestesia generale, dura in genere tra le 8 e le 10 ore ed è riservato alle persone con:

A seconda delle condizioni di salute del paziente e della disponibilità di altri organi oltre all'intestino, la procedura di trapianto può essere:

  • Singola, cioè riguardante soltanto l'intestino tenue. Ciò avviene quando è solo l'intestino tenue a essere malato.
  • Combinata al trapianto di fegato. Tale combinazione è consigliata quando la prolungata TPN ha pregiudicato fortemente e in modo irrimediabile la funzionalità epatica.
  • Multiviscerale, ovvero combinata al trapianto di organi diversi tra cui stomaco, pancreas e fegato. È indicata quando vi è un'insufficienza funzionale di più organi addominali e pelvici.

PRELIEVO DA DONATORI VIVENTI
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il donatore d'intestino tenue può essere anche un individuo vivente. In genere, questi casi vedono come protagonisti familiari o amici stretti compatibili.

Il prelievo si svolge quasi in simultanea con il trapianto sul ricevente e prevede, dopo la rimozione della porzione intestinale necessaria, la riconnessione di ciò che rimane dell'intestino.

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