Quando praticare il trapianto d’intestino tenue?

Il trapianto d'intestino tenue (o piccolo intestino) è l'intervento chirurgico finalizzato alla sostituzione di una porzione d'intestino tenue gravemente danneggiata con un'altra simile sana, preveniente da un donatore compatibile.

Operazione molto delicata e di difficile esecuzione, il trapianto d'intestino tenue diventa un'ipotesi terapeutica percorribile in presenza di:

INSUFFICIENZA INTESTINALE
L'insufficienza intestinale è una grave condizione morbosa, a causa della quale l'intestino della persona che ne è affetta è incapace di assorbire dai cibi ingeriti i nutrienti fondamentali per l'organismo.

Questa pericolosa condizione patologica s'instaura solitamente quando un tratto d'intestino tenue è del tutto assente per colpa di un difetto genetico o è stato rimosso chirurgicamente a seguito di gravi malattie dell'intestino (per esempio volvolo intestinale, enterocolite necrotizzante, morbo di Crohn, cancro dell'intestino, obesità eccessiva ecc).
 
INTOLLERANZA ALLA TPN
La nutrizione parenterale totale (TPN) è un tipo di nutrizione artificiale, che prevede la somministrazione di nutrienti direttamente per via venosa. Il termine totale sta a significare che è l'unica fonte di cibo a disposizione del paziente.
Lo scopo della TPN è quello di prevenire o trattare la malnutrizione nelle persone che sono impossibilitate ad alimentarsi nella maniera tradizionale.

Il ricorso prolungato alla TPN può indurre svariate complicanze (infezioni ricorrenti, problemi epatici e mancanza di punti d'accesso per i cateteri venosi ecc), che potrebbero rendere impossibile il prolungamento di questo tipo di nutrizione artificiale.

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