Trapianto di cuore: prognosi

Il trapianto di cuore è l'intervento chirurgico che si riserva agli individui con una severa insufficienza cardiaca e tramite cui si provvede all'impianto di un cuore sano, proveniente da un donatore morto di recente.

Si parla di insufficienza cardiaca quando il cuore di una persona è irrimediabilmente danneggiato e non "lavora" più come dovrebbe; in altre parole, fatica a pompare il sangue in circolo e a rifornire d'ossigeno i vari organi e tessuti del corpo.

Lo stato di insufficienza cardiaca può doversi a: coronaropatie, cardiomiopatie, difetti delle valvole cardiache (valvulopatie) e difetti congeniti del cuore.

Secondo alcuni attendibili studi statistici, la procedura d'intervento tradizionale (procedura ortotopica) è migliorata molto negli ultimi 20 anni e, al 5 giugno 2009, presentava i seguenti valori di sopravvivenza post-operatoria:

  • A un anno dall'operazione, la sopravvivenza era dell'88% per gli uomini e dell'86,2% per le donne
  • A 3 anni dall'operazione, la sopravvivenza era del 79,3% per gli uomini e del 77,2% per le donne
  • A 5 dall'operazione, la sopravvivenza era del 73,2% e del 69% per le donne

Inoltre, da un altro interessante studio statunitense svoltosi tra il 1999 e il 2007, è emerso che gli uomini che ricevono un cuore sano da una donna hanno un 15% di possibilità in più di sviluppare complicazioni entro i primi 5 anni dall'intervento; particolarità che a parti invertite non si verifica: le donne, infatti, reagiscono allo stesso modo al trapianto, sia che ricevano il cuore da uomo sia che lo ricevano da una donna.

Secondo i ricercatori, i maggiori problemi riscontrati in occasione degli impianti di un cuore femminile in un individuo maschio sarebbero legati, solo in parte, alle dimensioni. Le altre effettive cause, al momento, sono ancora ignote.

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