Trapianto di cornea: storia della procedura

La cornea è la membrana trasparente dell'occhio che ricopre l'iride e la pupilla.
Trattandosi di una zona alquanto delicata e dalle limitate possibilità autoriparative, una sua lesione potrebbe avere anche gravi conseguenze e rendere necessario il cosiddetto trapianto di cornea.
 
Il trapianto di cornea è l'intervento chirurgico tramite cui si provvede alla sostituzione totale o parziale della cornea originaria, severamente danneggiata, con un elemento analogo sano, proveniente da un donatore deceduto da poco o di origine sintetica.

Una delle principali cause che portano all'attuazione del trapianto di cornea è una condizione morbosa, chiamata cheratocono, capace di determinare un serio calo della vista anche in età giovanile.
 
Il primo trapianto di cornea con esito positivo venne eseguito nel 1905, nell'attuale Repubblica Ceca, da un medico di nome Eduard Zirm.

A qualche anno di distanza dall'intervento di Zirm, esattamente nel 1912, cominciò la sua attività anche un chirurgo russo, un certo Vladimir Filatov.
Filatov sperimentò vari approcci operativi e, nel 1931, ottenne finalmente il primo vero brillante risultato.

Trascorsi 5 anni dall'operazione di Filatov, quindi nel 1936, un oftalmologo spagnolo di nome Ramon Castroviejo realizzò il primo intervento di cheratocono della storia.
Castroviejo è considerato, insieme a Zirm e Filatov, uno dei pionieri della chirurgia oculare, in particolare della cheratoplastica, termine usato per identificare il trapianto di cornea.

Grazie al miglioramento della strumentazione chirurgica e delle tecniche operative, a partire dal 1936 gli interventi di cheratoplastica risultarono sempre più efficaci e sicuri, al punto che cominciarono a istituirsi le prime banche di conservazione degli occhi e delle cornee.

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