Ruolo del gatto nella trasmissione della toxoplasmosi all’uomo

La toxoplasmosi è un'infezione causata da un protozoo (microrganismo unicellulare): il Toxoplasma gondii.

Questo parassita intracellulare obbligato compie una parte del suo ciclo vitale nell'intestino del gatto, che rappresenta l'ospite definitivo in cui può realizzare tutto il proprio ciclo biologico, prima di infettare altri animali a sangue caldo, uomo compreso.

Il gatto può infettarsi quando si nutre di piccoli roditori e uccelli o ingerendo carne cruda contaminata. Dopo l'infezione, il felino elimina con le feci gli elementi parassitari prodotti durante la fase intestinale (oocisti) per circa 10-15 giorni. In questo breve periodo, la quantità di oocisti che viene emessa nell'ambiente circostante può raggiungere l'impressionante quota di 100 milioni.

Quando le oocisti sono eliminate con le feci non sono infettanti, ma vanno incontro alla sporulazione, cioè devono maturare per alcuni giorni (in media 2-3, a 24°C); il processo è condizionato, infatti, dalle condizioni climatiche (temperatura, umidità e disponibilità di ossigeno).

Le oocisti sono resistenti all'azione dei più comuni disinfettanti e possono rimanere vitali nell'ambiente per oltre un anno (fino a 18 mesi).

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