Quali sono i possibili decorsi della toxoplasmosi?

La toxoplasmosi può manifestarsi in forma acuta o cronica, sintomatica o asintomatica. I quadri clinici più o meno gravi della malattia, infatti, sono strettamente correlati allo stato delle difese immunitarie dell'individuo e alla virulenza del Toxoplasma gondii.

Nei soggetti immunocompetenti, l'infezione acuta passa quasi sempre inosservata e non comporta conseguenze. Solamente nel 10-20% dei casi, la toxoplasmosi si manifesta con un aumento di volume bilaterale dei linfonodi cervicali (meno spesso ascellari o inguinali) e sintomi di tipo simil-influenzale con febbre, cefalea, dolori muscolari, malessere e mal di gola. Possono verificarsi anche linfocitosi atipica, eruzioni cutanee e epatosplenomegalia. Il quadro quasi sempre si risolve spontaneamente nell'arco di pochi mesi.

Decisamente diverso è il decorso della toxoplasmosi nei pazienti immunodepressi, nei quali l'infezione (primaria o riattivata) si sviluppa generalmente in forma grave. La toxoplasmosi primaria o la riattivazione del T. gondii presente in forma latente nell'organismo possono dare luogo a manifestazioni a carico del sistema nervoso centrale, dei polmoni, del cuore e dell'occhio. Possono comparire cefalea, febbre, convulsioni, deficit neurologici focali (es. perdita motoria o di sensibilità, paralisi dei nervi cranici e anomalie visive), emorragie cerebrali ed encefalopatia generalizzata. In alcuni casi l'infezione evolve nella forma acuta disseminata, con grave interessamento di più organi (miocardite, pericardite, epatite, polmonite ecc.) ed esito spesso letale.

La toxoplasmosi congenita rappresenta una possibile complicanza dell'infezione contratta in gravidanza. Nella gestante, l'infezione è spesso asintomatica o, al massimo, provoca linfoadenopatia, astenia e cefalea, senza febbre. Il pericolo maggiore è la trasmissione del parassita per via verticale al feto. Nei casi di infezione contratta entro il sesto mese di gestazione, il feto alla nascita può presentare ittero, rash cutaneo, epatosplenomegalia, corioretinite, calcificazioni intracraniche, idrocefalo (o microcefalia) e ritardo psicomotorio. Inoltre, possono verificarsi aborto spontaneo e parto pretermine. I bambini con infezioni meno gravi, invece, hanno un alto rischio di sviluppare corioretinite, nistagmo, disabilità intellettive, convulsioni o altri sintomi anche a distanza di anni.

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