Ciguatera e ciguatossina

La ciguatera è un'intossicazione alimentare causata dal consumo di prodotti ittici contenenti ciguatossina.

La ciguatossina viene prodotta da diversi dinoflagellati (alghe microscopiche), in particolare da Gambierdiscus toxicus; queste alghe costituiscono l'alimento dei pesci erbivori delle barriere coralline tropicali, che a loro volta costituiscono il cibo dei pesci predatori.

Dunque, i pesci erbivori possono assumere alghe tossiche e diventare, a loro volta, tossici per l'uomo. I pesci carnivori, invece, accumulano la ciguatossina alimentandosi di pesci erbivori contenenti la sostanza. Per tale motivo, le specie ittiche al vertice della catena alimentare (barracuda, cernia, red snapper, squalo ecc.) sono quelle più ricche di ciguatossina. Per lo stesso motivo i pesci vecchi sono generalmente più tossici e pericolosi degli esemplari giovani. La ciguatossina si concentra negli organi interni del pesce. L'intossicazione, inoltre, si trasmette al lattante con il latte materno.

La ciguatera è conosciuta anche come CPF (Ciguatera Fish Poisoning).

Il problema interessa soprattutto le acque tropicali e subtropicali degli oceani Pacifico e Indiano, oltre all'area caraibica. I casi di ciguatera nel mediterraneo sono invece molto rari. Nel mondo si stimano intorno ai 50.000 casi di ciguatera all'anno e in tutto si considerano a rischio circa 500 specie ittiche.

Purtroppo la ciguatossina non viene inattivata né dalla cottura né da altri mezzi di conservazione (salagione, affumicatura, congelamento, marinatura). L'ingestione orale di 0,1 µg (100 miliardesimi di grammo) di tossina scatena la tipica sintomatologia nell'individuo adulto. Nel topo è letale a dosi di 0,45 µg/kg.

I sintomi della ciguatera comprendono vomito e diarrea acquosa, che compaiono da 1 a 6 ore dopo l'ingestione; tali sintomi sono seguiti da mal di testa, malessere, dolori muscolari, formicolii della bocca (bere acqua naturale dà la sensazione di bere acqua gassata o un senso di scossa elettrica in bocca), parestesie delle estremità, intenso prurito, disturbi del movimento con difficoltà di coordinazione, visione offuscata, intolleranza alla luce, inversione della percezione di temperatura (una doccia calda appare fredda e viceversa), ipotensione, bradicardia e raramente convulsioni e arresto respiratorio. La ciguatera è raramente mortale.

I disturbi cardiovascolari solitamente scompaiono nell'arco di 2-3 giorni, mentre quelli di natura neurologica persistono per settimane o addirittura anni nei casi più gravi; per questo motivo, le manifestazioni a lungo termine possono essere erroneamente inquadrate come sindrome da fatica cronica o polimiosite.

Per il trattamento della ciguatera non sono disponibili antidoti specifici, anche se in letteratura esistono segnalazioni di successi terapeutici derivanti dall'utilizzo di mannitolo per via endovenosa (0,5-1g/Kg). L'unico trattamento raccomandato è quello sintomatico e di supporto alle condizioni generali del paziente.

La prevenzione in caso di viaggio in aree tropicali o caraibiche si attua evitando il consumo di pesci di taglia medio grande e scartando gli organi interni dell'animale; al ristorante è bene farsi servire sempre pesci interi, abbastanza piccoli da essere contenuti in un piatto; inoltre, le quantità di pesce consumate non dovrebbero risultare eccessive.

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