Differenze tra temperatura ambientale e calore percepito

Il cosiddetto calore percepito (o temperatura apparente) misura la sensazione di "caldo" avvertita da un soggetto.

Tale sensazione non dipende dalla semplice temperatura esterna (calore ambientale), ma anche da altri fattori esogeni - come l'umidità relativa, il vestiario, il grado di esposizione alle radiazioni ultraviolette e la velocità del vento - e da fattori endogeni, come la massa e la composizione corporea dell'individuo o l'attività fisica svolta in un dato momento.

Per stabilire il calore percepito sono state proposte alcune formule matematiche che valutano in modo integrato la temperatura ambientale, il grado di umidità, il livello di energia radiante ecc.. Una delle più famose è il cosiddetto indice di calore, che si limita a prendere in considerazione umidità e temperatura ambientale.

Se l'umidità ambientale è elevata il calore percepito è maggiore, poiché essa crea una sorta di barriera a livello cutaneo che si oppone alla perdita di calore per evaporazione del sudore. Viceversa, quando la ventilazione è elevata e l'umidità scarsa, l'evaporazione del sudore è favorita (si riduce la tensione di vapore superficiale), e aumenta la dispersione per convezione (perché flussi di aria fresca sostituiscono continuamente l'aria che si è riscaldata a contatto con la cute).

Altri indici usati per il calcolo del calore percepito prendono in considerazione anche il livello di energia radiante, cioè l'esposizione dell'organismo alle radiazioni ultraviolette (è chiaramente diverso soggiornare al sole o all'ombra, o indossare abiti scuri o chiari).

Osservando la tabella a lato, che considera semplicemente l'effetto della temperatura ambientale e dell'umidità relativa per stabilire il calore percepito, si può notare come, ad esempio, ad una temperatura di soli 30 gradi con umidità del 90% il calore percepito sia di 45°C, mentre risulta più gradevole una temperatura ambientale di 35 gradi con un 40% di umidità (calore percepito 37°C). La tabella è tratta da en.wikipedia.org (fonte: U.S. National Oceanic and Atmospheric Administration)

Nel linguaggio meteorologico, il termine afa designa una una condizione di maltempo causata dalla contemporanea presenza di caldo eccessivo, alti tassi di umidità ed assenza di vento, un mix che fa percepire temperature ben più elevate rispetto a quelle reali. Alti tassi di umidità (fino al 90% e oltre) e scarsa ventilazione si registrano frequentemente durante l'estate nella parte bassa della Pianura Padana.

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