Risposte ormonali al caldo

Il processo di acclimatazione - grazie al quale nell'arco di 7-10 giorni l'organismo umano migliora la propria efficacia ed efficienza termodispersiva - prevede anche degli adattamenti ormonali.

Queste risposte endocrine hanno lo scopo di preservare l'idratazione corporea, la volemia (volume di sangue circolante) e la pressione arteriosa, che vengono messe a dura prova dalla sudorazione.

Il sudore è infatti un liquido ipotonico (composto prevalentemente da acqua, con minime concentrazioni di elettroliti, principalmente sodio, cloro, potassio e magnesio); l'ipersudorazione, quindi, determina una perdita maggiore di liquidi rispetto a quella di sali minerali. Ne consegue un aumento della concentrazione relativa dei sali, il che porta ad aumenti della pressione osmotica dei fluidi interstiziali, con effetto negativo sul volume di sangue circolante.

La riduzione della volemia stimola la neuroipofisi a produrre l'ormone antidiuretico (ADH), il quale agisce a livello renale aumentando il riassorbimento di acqua; in questo modo vengono eliminate urine meno diluite (con una maggior concentrazione di sali minerali).

Poiché il sodio è il principale minerale perso con la sudorazione, durante l'acclimatamento aumenta anche la secrezione di aldosterone, che a livello renale stimola il riassorbimento del sodio, riducendone le perdite urinarie.

Per quanto riguarda le risposte endocrine a breve termine, si è visto che l'esposizione alle alte temperature tipiche di una sauna si accompagna ad un aumento importante della secrezione di ACTH, cortisolo, adrenalina e noradrenalina, indotto dallo stress termico

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