Perché si soffre di più il caldo in ambienti caldo-umidi?

Per capire il motivo per cui, a parità di temperatura ambientale, in un luogo caldo-umido si soffre maggiormente il caldo rispetto ad un luogo secco, occorre ripassare i meccanismi di dispersione del calore corporeo.

In particolare, occorre considerare quello più efficace: l'evaporazione del sudore (per un litro di sudore evaporato si ha la dispersione di circa 600Kcal).

La quantità di calore ceduta dal corpo per evaporazione, dipende:

  1. dalla capacità dell'organismo di portare acqua in superficie, che a sua volta dipende da:
    • quantità di sudore prodotto;
    • estensione dell'area sudata in relazione alla superficie corporea totale;
  2. dalla capacità dell'ambiente di rimuovere il vapore d'acqua prodotto per evaporazione del sudore, che a sua volta dipende da:
    • temperatura e umidità dell'aria ambientale;
    • entità del flusso delle correnti aeree convettive sulla superficie corporea.

Il punto numero 2 dipende soprattutto dalla differenza tra la pressione di vapore del liquido (sudore) che bagna la cute (PH2O pelle), e la pressione di vapore dell'ambiente circostante (PH2O ambiente). Pertanto, un aumento della PH2O ambientale riduce la capacità dell'ambiente di rimuovere il vapore acqueo prodotto dall'evaporazione del sudore.

La pressione (o tensione) di vapore d'acqua nell'ambiente è funzione della temperatura e dell'umidità relativa. Tanto più aumenta l'umidità relativa e tanto più la PH2O aumenta, ostacolando l'evaporazione del sudore.

Per chiarire meglio il concetto si può fare un paragone con la pentola a pressione. Grazie alla chiusura ermetica, la pentola a pressione trattiene il vapore acqueo, aumentando la PH2O dell'aria. L'aumento di pressione si oppone all'evaporazione dell'acqua contenuta nella pentola, che per questo raggiungerà l'ebollizione a temperature superiori ai 100°C (di solito intorno ai 120°C), accelerando la cottura degli alimenti.

Per tutti questi motivi, se l'aria è secca ed è mossa da correnti che facilitano la perdita di calore per convenzione ed evaporazione (effetto ventilatore), una persona sana può sopportare per diverse ore temperature ambientali anche superiori a 60° C (addirittura nelle saune finlandesi si raggiungono gli 80-90°C senza troppi problemi). Per contro, quando l'umidità relativa dell'ambiente è molto elevata, o quando il corpo è immerso in acqua, già temperature superiori ai 30-35°C si accompagnano ad un aumento della temperatura corporea.

Se l'aria è satura di vapore acqueo, ad esempio in un bagno turco, non vi è più gradiente per l'evaporazione del sudore, per cui questo non evapora. In questi casi il sudore tenderà a gocciolare senza evaporare, pertanto non solo non si verificherà alcuna termodispersione (con aumento della temperatura interna all'organismo), ma si avrà addirittura disidratazione per perdita di liquidi col sudore (prodotto in grandi quantità nel vano tentativo di fronteggiare l'aumento della temperatura corporea). Ecco perché il clima afoso (caldo-umido) è considerato molto più pericoloso per il rischio di ipertermia rispetto a un clima caldo-secco e/o ventilato.

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