Tatuaggi e salute della pelle

I tatuaggi presentano effetti collaterali più o meno importanti, soprattutto quando vengono utilizzati pigmenti scadenti. Ago e inchiostro aumentano il rischio di sviluppare reazioni cutanee avverse, dermatite allergica da contatto, fotoallergia e altre spiacevoli complicazioni.

A tutti gli effetti, un tatuaggio è una lesione cutanea, quindi esiste la possibilità che si presentino infezioni locali, caratterizzate da rossore, gonfiore, dolore e presenza di pus. Gli inchiostri per i tatuaggi, specie se di colore rosso, possono causare reazioni allergiche acute (ad insorgenza immediata) o tardive (a distanza di mesi o anni). Queste si manifestano prevalentemente con eruzioni cutanee pruriginose, rigonfiamenti prossimi al disegno, granulomi, placche eritematose indurite, edema delle estremità, ingrossamento dei linfonodi regionali, ematomi e porpora.

Queste reazioni avverse sono generalmente attribuite alla presenza di sali metallici (come il solfuro di mercurio), utilizzati nella preparazione del pigmento. Nei soggetti particolarmente sensibili, esistono anche rischi di shock anafilattico e rigetto dell'inchiostro.

Tatuaggi e melanoma

I tatuaggi non aumentano il rischio di melanoma, ma possono rendere più difficile la diagnosi. La presenza dei pigmenti, infatti, ostacola il monitoraggio dei nei, il cui cambiamento può rappresentare un segnale della trasformazione in senso tumorale. Inoltre, circa il 50% dei melanomi si sviluppa a partire da nei pre-esistenti, per cui il disegno non dovrebbe mai essere impresso su lesioni pigmentate.

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