Stretching e Resistenza

Ormai da qualche decennio, lo stretching è considerato una pratica fondamentale al miglioramento della fitness muscolo-articolare di base, alla prevenzione dei traumi e alla riabilitazione muscolare, oltre che all'ottimizzazione delle prestazioni atletiche in varie discipline.

Proprio in merito a quest'ultimo ambito, è necessario rammentare che le opinioni dei tecnici sportivi risultano spesso discordanti, ragion per cui la ricerca scientifica ha tentato di chiarirne la vera entità.

Infatti, se da un lato lo stretching vanta moltissimi pregi, dall'altro può compromettere lo sviluppo della forza massimale. Ovviamente, ciò avviene solo in condizioni particolari, cioè nel momento in cui il protocollo viene svolto subito prima della prestazione (non dopo) e con tempi di allungamento pari o superiori ad un minuto (non inferiori).

Ma per quel che riguarda la resistenza aerobica?

Uno studio del 2010 intitolato “Effects of static stretching on energy cost and running endurance performance” ha cercato di rispondere anche a questa incertezza tecnico metodologica.

Sono stati esaminati gli effetti dello stretching statico sui costi energetici e sulle prestazioni sportive di resistenza in soggetti corridori di sesso maschile ben allenati.

Sono stati reclutati 10 maschi praticanti corsa di fondo, di età compresa tra 25 +/- 7 anni, con una media di VO2max pari a 63,8 +/- 2,8 ml/kg/min.

Gli esami sono stati svolti in laboratorio e in 3 giorni separati. Nel giorno 1 si sono valutati l'antropometria e il VO2max; nei giorni 2 e 3 (sessioni distanziate da una settimana), i partecipanti (scelti a random) hanno eseguito una prova al tapis roulant di 60 minuti con o senza stretching di preparazione.

Lo stretching era di tipo statico, comprendeva 5 esercizi (dei gruppi muscolari principali appartenenti al distretto inferiore del corpo) ed è durato 16 minuti; il gruppo che non ha svolto stretching è rimasto a riposo.

Il protocollo di corsa consisteva nello svolgimento di 30 minuti al 65% del VO2max (pre carico), seguiti da 30 minuti di performance in cui i partecipanti dovevano correre per quanto possibile senza visualizzare la distanza e la velocità.

Il pre carico è stato valutato attraverso il dispendio calorico, mentre la performance si è valutata misurando la distanza percorsa.

Le prestazioni sono risultate significativamente maggiori nel gruppo che non ha svolto lo stretching (6,0 +/- 1,1 km) rispetto al gruppo che ha effettuato il protocollo di allungamento (5,8 +/- 1.0km), con un dispendio energetico sensibilmente maggiore nel gruppo che ha praticato lo stretching rispetto all'insieme che è rimasto a riposo (425 +/- 50 vs 405 +/- 50kcal).

I risultati suggeriscono che svolgere lo stretching prima di una prestazione di corsa resistente può ridurre la performance ed aumentare il costo energetico totale.

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