Protesi d’anca: storia della procedura

L'anca è una delle principali articolazione del corpo umano.

Costituita essenzialmente dalla testa del femore e dall'acetabolo (quest'ultimo è un osso di forma concava entro cui si inserisce la testa del femore), l'anca mette in collegamento il tronco con gli arti inferiori e permette all'essere umano di stare in posizione eretta, camminare, correre ecc.

A causa di una severa osteoartrite o una severa artrite reumatoide o a seguito di una grave frattura di un osso dell'anca, tale articolazione potrebbe danneggiarsi al punto da rendere necessario un intervento di protesi d'anca.

L'intervento di protesi d'anca è l'operazione chirurgica finalizzata alla sostituzione degli elementi ossei dell'anca con elementi di forma analoga, fatti di materiale artificiale (metallo, ceramica o polietilene).

La prima e rudimentale protesi d'anca venne impiantata, in un essere umano, tra il 1890 e il 1891. A realizzare fu un chirurgo tedesco, un certo Themistocles Glück, il quale fu anche l'ideatore della protesi installata.

Glück è da considerarsi un pioniere non solo delle protesi d'anca, ma di tutte le protesi che riguardano le principali articolazioni del corpo. Negli stessi anni, infatti, ideò e impiantò la prima protesi al ginocchio.
Il materiale utilizzato da Glück, per le sue protesi, fu l'avorio.

Le prime protesi d'anca metalliche, o meglio in leghe metalliche, vennero impiantate solo a partire dal 1940, per mano di un chirurgo statunitense di nome Austin Moore. Le operazioni si tennero al Columbia Hospital della Carolina del Sud (USA) e consisterono nel rimpiazzare la parte danneggiata del femore con un elemento in vitallium (lega a base di cromo, cobalto, nichel ecc).
Per il fissaggio delle protesi a livello del femore, vennero utilizzati dei bulloni.

Oggi, sebbene con qualche differenza, il modello protesico disegnato da Moore è tuttora in uso: non a caso, esistono le protesi d'anca Austin Moore.

Per le prime protesi d'anca moderne – cioè quelle costituite da stelo, testa del femore e acetabolo – si dovettero aspettare gli anni '70. A progettarle fu il professore inglese John Charnley, presso la Manchester Royal Infirmary.

Da allora si cominciò a usare anche un materiale plastico – il polietilene – per rivestire l'interno dell'acetabolo e un collante particolare – detto volgarmente "cemento" – per bloccare le varie componenti delle protesi alle parti ossee rimanenti.

PROTESI D'ANCA NON CEMENTATE

I primi modelli di protesi d'anca non cementate (cioè che non prevedevano l'uso del "cemento") furono progettati tra il 1956 e il 1960, da McKee e Watson-Farrar.

Tuttavia, fu soltanto tra gli anni '70 e '80 che vennero perfezionati la tecnica d'impianto e i materiali di realizzazione.

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