Protesi di ginocchio: storia della procedura

Il ginocchio è una delle principali articolazioni del corpo umano.
Infatti, situato tra la porzione distale del femore (superiormente) e quella prossimale della tibia (inferiormente), consente il movimento delle gambe (assieme all'anca) e assorbe gran parte del peso esercitato dal tronco.

Come ogni articolazione, anche il ginocchio è formato da legamenti, tendini e cartilagine.

I legamenti sono quattro e, tenendo insieme le porzioni ossee coinvolte nell'articolazione, forniscono stabilità a quest'ultima.

I tendini sono strutture analoghe ai legamenti, con la sola differenza che collegano i muscoli alle ossa articolari (per esempio, il tendine rotuleo).

Infine, la cartilagine è il tessuto connettivo di sostegno che ricopre e preserva dai danni da sfregamento le estremità ossee articolari. Sulla parte superiore della tibia, costituisce i menischi, elementi fondamentali per assorbire le sollecitazioni del corpo sulla tibia stessa.

Quando un ginocchio va incontro a un severo deterioramento (per esempio a causa dell'osteoartrite, dell'artrite reumatoide, dell'emofilia ecc), potrebbe rendersi necessario l'impianto di una protesi.

L'impianto di una protesi al ginocchio moderna consiste nell'applicare, tra tibia e femore, degli elementi artificiali, in grado di sostituire l'articolazione originaria e alleviarne i problemi indotti dal grave danneggiamento.

Le prime e rudimentali protesi al ginocchio furono disegnate e impiantate da un chirurgo tedesco di nome Themistocles Glück, tra il 1890 e il 1891.
In quegli stessi anni, Glück progettò protesi per tutte le principali articolazioni umane, anca in particolare.
Il materiale utilizzato da Glück, per i suoi modelli, fu l'avorio.

A distanza di qualche decennio, tra il 1951 e il 1958, un certo Walldius ideò la prima protesi di ginocchio "a cerniera", fatta inizialmente in materiale acrilico e poi in cobalto e cromo.

Poiché le protesi "a cerniera" non garantirono i risultati sperati, la progettazione di nuovi modelli continuò e, tra gli anni '60 e gli anni '70, furono realizzate le prime protesi costituite da una componente femorale e una tibiale, simili a quelle attuali.

Particolarmente attivi in tali ricerche furono un certo Frank Guston, collega del professore John Charnley che ideò la prima protesi d'anca di tipo moderno, e Leonor Marmor.

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