Iperomocisteinemia: Malattie Psichiatriche e Salute dello Scheletro

In genere, l'iperomocisteinemia è associata a disagi fisici di natura cardio vascolare; tuttavia, pare che livelli eccessivi di questa molecola nel sangue possano determinare anche disturbi di tipo completamente diverso.
In particolare, per quel che concerne l'aspetto psichiatrico, alti livelli di omocisteina nel sangue si riconducono ad un aumento dell'incidenza della malattia di Alzheimer. Ciò è probabilmente dovuto allo stress ossidativo indotto dall'amminoacido intermedio che, allo stesso modo, sembra giocare un ruolo favorente anche nell'insorgenza di schizofrenia ("The oxidative stress may be induced by the elevated homocysteine in schizophrenic patients").
Elevati livelli di omocisteina sono stati statisticamente collegati ad aumento delle fratture ossee nelle persone anziane. In uno studio effettuato su giapponesi che avevano già manifestato un ictus cerebrale, è stata applicata l'integrazione di folati e cobalamina per diminuire l'iperomocisteinemia; come conseguenza, oltre alla riduzione dell'omocisteina circolante, è emersa anche una RIDUZIONE delle fratture dell'anca di origine osteoporotica ("Effect of folate and methylcobalamin on hip fractures in patients with stroke: a randomized controlled trial").
D'altro canto, trattandosi di uno studio singolo, l'esito è comunque da interpretare come una “traccia sperimentale” e non come un risultato conclamato.

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