Olio di Palma: Riassunto

L'olio di palma, noto anche come “olio di dendê” (dal portoghese), è un olio vegetale commestibile.

L'olio di palma si ottiene attraverso la spremitura meccanica del mesocarpo (polpa) del frutto delle così dette “palme da olio”. Ovviamente, quest'ultima dicitura risulta abbastanza generica e, in particolare, le Specie utilizzate sono la “Palma da Olio Africana” (Genere Elaeis, Specie guineensis), la “Palma da Olio Americana” (Genere Elaeis, Specie Oleifera) e la “Palma Maripa” (Genere Attalea, Specie maripa).

Allo stato naturale, l'olio di palma è color rossastro, in merito all'elevato contenuto di beta-carotene (pro vit. A) della polpa dalla quale viene estratto.

L'olio di palma NON deve essere confuso con “l'Olio di Palmisti”, ricavato dal seme del frutto stesso, o con “l'Olio di Cocco”, ottenuto dal seme di alcune palme delle quali la più nota è la Cocos nucifera. Le differenze tra i due oli sono:

  • il colore: l'olio di palmisti non è rosso, bensì giallo paglierino

  • il contenuto in grassi saturi: l'olio di palma ne contiene il 41%, mentre l'olio di palma e l'olio di cocco ne apportano l'81% e l'86%.

Insieme all'olio di cocco, l'olio di palmisti è uno dei pochi grassi vegetali di consistenza semi-solida (a temperatura ambiente); ciò è dovuto alla prevalenza in acidi grassi saturi sugli insaturi (invece liquidi). Come tutti i prodotti a base vegetale, l'olio di palma, di palmisti e di cocco NON contengono colesterolo.

L'olio di palma è un alimento molto comune in tutta la fascia tropicale dell'Africa, nel Sud-Est asiatico e in una parte del Sud America, dove gli abitanti lo impiegano per cucinare. Tuttavia, il suo utilizzo preponderante è nell'industria alimentare estera, in merito ad alcune caratteristiche quali:

  • costo ridotto

  • elevata stabilità ossidativa dell'olio raffinato.

L'utilizzo massiccio di olio di palma da parte delle industrie ha suscitato l'interesse di alcuni gruppi di attivisti ambientali; l'ottima resa economica dell'olio di palma ha indotto l'espansione delle coltivazioni a discapito delle foreste indonesiane. Ciò ha causato una riduzione notevole dell'habitat naturale degli orangutan, di cui ben due Specie risultano in pericolo. Una in particolare, l'orangutan di Sumatra, è stato definito "in pericolo critico".

Per questo motivo, nel 2004, è stato fondato un gruppo industriale chiamato “Roundtable on Sustainable Palm Oil” (RSPO) che collabora con le aziende di produzione dell'olio di palma. Inoltre, nel 1992, in risposta ai quesiti sulla deforestazione, il governo malese si è impegnato a limitare l'espansione delle piantagioni di palma da olio al fine di mantenere almeno la metà del territorio nazionale in forma boschiva.

L'olio di palma è anche “nel centro del mirino” dei medici e dei professionisti dell'alimentazione umana. Come anticipato, pur essendo di origine vegetale, possiede un elevatissimo contenuto di acidi grassi saturi. Questi, se in eccesso, sono potenzialmente responsabili dell'innalzamento della colesterolemia. Inoltre, la maggior parte degli oli tropicali viene sottoposta ad alcuni processi industriali che ne migliorano le proprietà fisico-chimiche (punto di fumo, resistenza all'ossidazione ecc.), ma spesso ne peggiorano l'impatto metabolico. Rimane comunque doveroso specificare che, pur risultando ben lontano dal poter essere definito un “grasso buono”, l'olio di palma grezzo è un prodotto meno discutibile dell'olio di palmisti industriale.

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