“Abbasso i trigliceridi…” con l’olio di noce!

L’iperlipemia, ovvero l’aumento significativo dei grassi nel sangue, rappresenta un fattore di rischio di natura cardio-vascolare. A tal proposito, già da molti anni si è a conoscenza del fatto che certi grassi sono in grado di migliorare (ed altri di peggiorare) questi parametri.
Fortunatamente, le noci sono ricchissime di molecole benefiche e l’olio che se ne estrae viene utilizzato alla stregua di un farmaco fitoterapico. I rispettivi trigliceridi hanno una prevalenza di acidi grassi omega 6 e omega3, lipidi nei quali si disperdono anche molte vitamine del tipo E. Tutte queste molecole, associate ad altri antiossidanti delle noci (come le catechine), svolgono un ruolo bivalente sulla regolazione della lipemia: aumentano il colesterolo HDL e diminuiscono i trigliceridi.
Se è vero che le noci, associate a dieta e sport, rappresentano un validissimo aiuto contro le malattie del metabolismo, è anche vero che la loro assunzione comporta spesso delle circostanze avverse. Non sono rari i casi di rush e prurito verosimilmente imputabili ad una reazione pseudo-immunitaria, ragion per cui l’olio di noce (che NON dovrebbe contenere molecole potenzialmente allergizzanti, ad esempio le proteine) si è dimostrato un vero e proprio “asso nella manica”!
Un lavoro scientifico del 2003 intitolato “Antihypertriglyceridemic effect of walnut oil” ha evideniato che, in totale assenza di complicazioni immunologiche, 3g di olio di noce per 45 giorni sono stati responsabili della riduzione della trigliceridemia dal 19 al 33% su un campione di 29 pazienti; parallelamente, 31 soggetti che hanno ricevuto solo il placebo non hanno manifestato alcun cambiamento.
E’ quindi necessario rammentare che, in assenza di cause genetico-ereditarie predominanti, il corretto utilizzo degli alimenti (meglio se associato ad un protocollo di attività fisica) potrebbe essere sufficiente alla remissione di alcune patologie metaboliche come, ad esempio, le iperlipemie.

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