Allergia all'Olio di Argan

Anche l'olio di argan può essere responsabile di una reazione di tipo anafilattico.

E' documentato sulla rivista “Allergy” e più precisamente nel volume 65, capitolo 5 e pag. 662-663, uscito nel maggio 2010. Li, viene citato quanto segue:

“Vi presentiamo il primo caso documentato di allergia all'argan.

Un uomo di nazionalità marocchina di 34 anni, senza alcun precedente di allergie, ha lamentato una rinite ed una congiuntivite manifeste all'immediata percezione aromatica di olio di argan. L'ingestione del prodotto ha poi indotto epigastralgia (dolore in sede epigastrica) ed ipersalivazione.

I prick-test per l'olio di argan e la pasta di argan (quella residua dopo l'estrazione dell'olio) sono risultati positivi assieme a quello del controllo (codeina). Venti minuti più tardi, il paziente ha sviluppato una reazione sistemica caratterizzata da eritema generalizzato (iniziato dal braccio) e secondariamente orticaria. Il flusso di picco espiratorio (misurato con la spirometria) è sceso da 500 l/min a 400 l/min (indicando una bronco costrizione).

Sono stati quindi prescritti una dieta ad esclusione di argan e un kit di emergenza (adrenalina, antistaminici e corticosteroidi).

Si è dunque proceduto all'isolamento delle potenziali molecole allergizzanti (proteine) nel frutto dell'argan per identificare quale fosse di preciso e ragionare su un eventuale modo per eliminarla totalmente dal prodotto.

Nel corso degli ultimi 20 anni, l'olio di argan è diventato un olio di consumo internazionale (Europa, America e Asia), in virtù del suo profilo di acidi grassi e molecole antiossidanti. Pertanto, si prevede che potrebbero comparire nuovi casi di allergia indotti dall'assunzione col cibo, dall'inalazione o dal contatto dermico.

L'allergene responsabile è stato quindi identificato; si tratta di una proteina di 10 kDa (unità di massa atomica) persistente nell'olio anche dopo l'eliminazione dei residui. Questo peptide potrebbe appartenere alla famiglia degli oleosins, noti per la loro capacità allergenica (come, ad esempio, quelli delle arachidi e del sesamo).

La capacità di indurre gravi reazioni allergiche di questa proteina dell'argan è stata evidenziata dalla compromissione sistemica indotta dal prick-test a bassa dose reactogenica.

Tale circostanza deve essere tenuta in considerazione dai produttori dell'olio di argan, in quanto attraverso un processo di depurazione più efficace si potrebbero eliminare gran parte delle molecole potenzialmente nocive per i soggetti ipersensibili.

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