Melograno: Storia e Cultura

Il melograno è una pianta nativa del''Iran e del nord-est della Turchia, ma prospera anche nei climi più asciutti della California e dell'Arizona. Inoltre, sono stati coltivati in tutto il Medio Oriente, l'Asia meridionale e il bacino del Mediterraneo per diversi millenni.

Reperti risalenti all'età del Bronzo (esocarpo carbonizzato del frutto di melograno) sono stati identificati in prossimità di Gerico (in Cisgiordania), ad Hala Sultan Tekke, a Cipro e Tirinto.

Un grande melograno rinsecchito è stato trovato nella tomba del Djehuty, ovvero il maggiordomo della regina Hatshepsut, in Egitto. Tracce cuneiformi della Mesopotamia parlano dei melograni già dalla metà del III millennio a.C.

Il melograno è anche coltivato nel sud della Cina e nel sud est asiatico, giunto grazie alla “Strada della Seta” o portato dai commercianti marittimi. Il Kandahar è famoso in tutto l'Afghanistan per i suoi melograni di alta qualità.

Anche se non è nativo della Corea o del Giappone, qui il melograno è ampiamente coltivato e sono state sviluppate moltissime cultivar differenti. In merito ai bellissimi fiori e per la corteccia insolitamente contorta (tipica degli esemplari più vecchi), il melograno è utilizzato anche per la produzione di bonsai.

Il melograno rosso è anche noto col nome di balaustine, dal latino: balaustinus.

La coltivazione italiana di melograno è diffusa in tutto il sud della penisola e, in particolare, ad “Olevano sul Tusciano” oltre che nel resto della regione Campania.

L'antica città di Granada, in Spagna, è stata ribattezzata dopo la scoperta di questo frutto durante il periodo “moresco”. I coloni spagnoli introdussero il frutto nei Caraibi e in America Latina ma, nelle colonie inglesi, era decisamente meno gradito.

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