Coltivazione delle Melanzane

Nei climi tropicali e subtropicali, la melanzana può essere seminata direttamente nel terreno. Quelle prodotte nei climi temperati invece, richiedono una semina al coperto (semenzaio) e lo svaso solo al termine della stagione fredda. Di solito, in quest'ultimo caso, i semi vengono avviati con otto o dieci settimane di anticipo.

Molti dei parassiti e delle malattie che colpiscono le altre solanacee (pomodoro, peperone, patate ecc) aggrediscono anche la melanzana; per questo motivo, la pianta non dovrebbe essere coltivata nei terreni precedentemente occupati dalle suddette cultivar e la separazione temporale tra le due colture dovrebbe essere almeno di quattro anni.

I parassiti più comuni nell'emisfero occidentale sono i coleotteri delle patate, i coleotteri pulce, gli afidi e gli acari. Gli esemplari adulti possono essere rimossi a mano, anche se i coleotteri pulce possono risultare particolarmente difficili da individuare.

Una buona igiene e la rotazione delle colture sono accorgimenti estremamente importanti anche per il controllo delle malattie fungine, la più grave delle quali è la micosi da Verticillium.

A seconda della cultivar e della strumentazione utilizzata, la spaziatura tra le piante di melanzana dovrebbe essere tra i 45cm ed i 60cm, mentre tra le file almeno 60cm o 90cm.

La pacciamatura (rivestimento del terreno con un telo o del tessuto) aiuta a mantenere l'umidità, a prevenire la crescita di erbacce e a prevenire le malattie fungine. I fiori sono relativamente poco frequentati dalle api e spesso le prime fioriture non maturano in frutto. All'inizio della stagione, l'impollinazione manuale è certamente più consigliabile.

Di solito, gli agricoltori tagliano il frutto dalla pianta appena sopra il calice, nella porzione legnosa.

I fiori sono completi e contengono sia strutture maschili, sia femminili, e possono essere auto-impollinati o cross-impollinati.

La Solanum melongena è inclusa nella lista delle piante a bassa infiammabilità dei "Vigili del Fuoco della Tasmania”; ciò ne determina l'idoneità alla coltivazione interna degli edifici.

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