Herpes zoster: come viene diagnosticato?

L'Herpes zoster (detto anche fuoco di Sant'Antonio) è una recrudescenza della varicella avuta da bambini. L'infezione in età adulta deriva, infatti, dalla riattivazione del virus varicella-zoster dal suo stato di latenza in un ganglio della radice dorsale. Il segno più caratteristico della malattia è un'eruzione cutanea dolorosa, il cui esordio è preceduto da una sensazione di formicolio o intorpidimento locale. Compare quindi una striscia di puntini rossi, che evolve poi in gruppi di vescicole su una base eritematosa e ripiene di liquido, simili alle lesioni della varicella. Il dolore è molto intenso e continuo, associato a prurito e bruciore superficiale. Il fuoco di Sant'Antonio è localizzato in un'area ben precisa: si manifesta con maggior frequenza in un solo lato del torace o della schiena all'altezza della vita; la distribuzione dell'eruzione vescicolare corrisponde sempre a quella dei nervi sensitivi colpiti dal virus. Più raramente, le lesioni compaiono su un lato del viso, intorno all'occhio e sulla fronte, all'interno della bocca, su un braccio o su una gamba. Talvolta, l'Herpes zoster si presenta anche con febbre, brividi, mal di testa e malessere generale.

I sintomi che caratterizzano l'Herpes zoster si prestano ad un'interpretazione abbastanza univoca e l'ispezione visiva dell'area colpita da parte del medico è generalmente sufficiente. Nel caso fossero presenti segni sospetti è possibile comunque ricorrere ad alcune analisi di laboratorio. L'accertamento più comune è l'esame del sangue per la ricerca delle IgM legate in modo specifico alla presenza del virus varicella-zoster (VZV). In altri casi, invece, è possibile effettuare il dosaggio delle particelle virali mediante PCR (reazione a catena della polimerasiper la ricerca del DNA del virus).

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