Astrocitoma: prognosi e sopravvivenza

L'astrocitoma è un tumore cerebrale, che prendere origine da delle cellule particolari chiamate astrociti.
Gli astrociti sono un gruppo di cellule della glia, pertanto gli astrocitomi appartengono alla categoria dei gliomi, cioè le neoplasie del cervello che derivano da un'alterazione genetica delle cellule della glia.

Un astrocitoma può essere benigno – quindi a crescita lenta e dallo scarso potere infiltrativo – o maligno – cioè a crescita molto rapida e dall'elevato potere infiltrativo.

Che gli astrocitomi siano benigni o maligni, il trattamento più indicato è comunque l'intervento chirurgico di rimozione della massa tumorale, seguito da un ciclo più o meno lungo di radioterapia.
È solo quando i tumori si formano in zone inaccessibili alle mani del chirurgo che si rinuncia alla pratica chirurgica e ci si affida alla sola cura radioterapica (accompagnata, nei casi più gravi, dalla chemioterapia).

I benefici della chirurgia e della radioterapia dipendono in larga misura dal grado (o potere di accrescimento) dell'astrocitoma. Vediamo in che modo:

  • Per gli astrocitomi di grado I o astrocitomi pilocitici, la rimozione chirurgica può guarire completamente dal tumore. Addirittura anche la rimozione parziale, seguita da radioterapia, può essere di notevole aiuto.

  • Per gli astrocitomi di grado II o astrocitomi diffusi di basso grado, l'intervento chirurgico e la radioterapia fanno sì che, a 5 anni dai trattamenti, più del 70% dei pazienti sia ancora in vita. Senza cure, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi scende al 34%.

  • Per gli astrocitomi di grado III o astrocitomi anaplastici, la rimozione chirurgica associata a radioterapia e, quando necessario, a chemioterapia dà la speranza di sopravvivere altri 5 anni al 23,6% dei malati.
    Senza alcun trattamento, la morte sopraggiunge solitamente dopo appena 18 mesi.

  • Per gli astrocitomi di grado IV o glioblastomi multiformi, l'asportazione chirurgica e la radioterapia allungano l'aspettativa media di vita da 17 settimane (che è l'arco di tempo in cui sopraggiunge la morte in assenza di cure) a 37 settimane. Solo 6 persone su 100 sopravvivono per altri 5 anni.
    I pazienti che possono sottoporsi soltanto a radioterapia vivono in media per altre 30 settimane.

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