Ginseng Antibatterico

Le piante sono costantemente in contatto con diversi microrganismi come i virus, i batteri e i funghi.

Le interazioni tra piante e microbi possono essere anche utili, ma molti di quelli vegetali sono agenti patogeni che compromettono lo sviluppo, la riproduzione e la crescita delle piante.

Per difendersi, le piante producono alcuni composti difensivi contro gli attacchi biologici. Questi sono stati sperimentati nella prevenzione delle infezioni batteriche o virali anche negli esseri umani.

Il ginseng è una delle erbe medicinali più note. Gli estratti di ginseng, così come le componenti singole o multiple derivati, hanno dimostrato una spiccata attività anti microbica.

Ogni microrganismo possiede una propria modalità specifica di azione, per mezzo della quale sopravvive e/o infetta l'ospite. Il ginseng mostra la proprie capacità anti batterica grazie all'inibizione di tali modalità.

In linea di massima, l'adesione batterica alle cellule vegetali è il frutto dell'interazione tra l'adesina batterica ed i carboidrati posti sulla superficie delle cellule ospiti.

Alcuni studi hanno dimostrato che i polisaccaridi del ginseng potrebbero interagire con microbi interrompendo l'adesione microbica sulle cellule ospiti e bloccando l'avvio delle malattie infettive.

Ad esempio, le pectine del ginseng PG-F2 e PG-HMW hanno manifestato un'attività anti adesiva contro vari microrganismi, come: Porphyromonas gingivalis, Actinobacillus actinomycetemcomitans, Propionibacterium acnes e S. aureus.

Queste due pectine non influenzano la crescita microbica in maniera diretta, ma diminuiscono le percentuali di attaccato microbico; ciò suggerisce che i polisaccaridi del ginseng svolgono un ruolo potenzialmente anti adesivo.

Inoltre, la poliacetilene isolata dal ginseng esercita effetti battericidi di tipo diretto. Quattro differenti composti poliacetilenici sono stati utilizzati per il trattamento di vari microrganismi gram positivi (meticillina resistenti: Escherichia coli e Serratia marcescens) e gram negativi (S. aureus e Bacillus subtilis), misurando le loro concentrazioni minime inibenti. I risultati mostrano che i composti poliacetilenici sono efficaci contro le infezioni batteriche e che il livello di attività antibatterica dipende dalle caratteristiche strutturali del poliacetilene.

Inoltre, sebbene il trattamento con Ginsan non sembra avere alcun effetto diretto sull'uccisione batterica in vitro, il pre trattamento nei topi mostra una maggiore attività anti stafilococcica e fagocitaria, diminuendo il numero di batteri presenti nella milza, nei reni e del sangue.

I polisaccaridi del ginseng e l'estratto del ginseng rosso (RGE) hanno dimostrato di possedere alcuni effetti protettivi contro Helicobacter pylori, quale causa di infiammazione gastrica, ulcera e danni al DNA cellulare. Mediante il trattamento con i principi attivi di cui sopra, H. pylori non può attaccare le cellule gastriche ed avviare la risposta infiammatoria. Inoltre, RGE ha ridotto significativamente i consegueti danni sul DNA delle cellule interessate.

Per di più, la letteratura attribuisce al ginseng un'attività anti Pseudomonas. I topi trattati con estratti acquosi di ginseng, affetti da infezione polmonare (da P. aeruginosa) simile a fibrosi cistica, evidenziano una minor replicazione del patogeno. Sebbene questi estratti non inibiscano direttamente la crescita di P. aeruginosa, agiscono sopprimendo la sintesi dei fattori di virulenza.

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