Endoarteriectomia carotidea: procedura passo per passo

L'endoarteriectomia carotidea è l'intervento chirurgico finalizzato alla liberazione delle arterie carotidi occluse o parzialmente ristrette.
Questa pericolosa condizione patologica – nota anche come malattia ostruttiva delle arterie carotidee o stenosi delle arterie carotidee – s'instaura per effetto dell'aterosclerosi e può essere causa di episodi di ictus o TIA (attacco ischemico transitorio).

L'endoarteriectomia carotidea dura in genere un paio d'ore; in quest'arco di tempo, un team di medici e infermieri provvede a:

  • Anestetizzare il paziente. L'anestesia è di solito generale, ma può anche essere locale. Se è generale, il paziente è completamente incosciente; se, invece, è locale, resta cosciente durante tutta la procedura. A provvedere all'anestesia è un medico anestesista.
  • Praticare un'incisione sul collo, nelle vicinanze della carotide occlusa. A partire da questo momento in poi, le sorti dell'intervento passano nelle mani del chirurgo vascolare operante e dei suoi assistenti (tra cui ci sono altri chirurghi e infermieri).
  • Isolare la carotide occlusa, in maniera da potervi intervenire senza il disturbo del sangue che vi circola all'interno. L'isolamento può avvenire tramite un morsetto o creando un passaggio per il sangue alternativo (shunt). In genere, si ricorre al morsetto quando l'altra carotide è del tutto pervia e in grado, anche da sola, di provvedere all'irrorazione sanguigna del cervello.
  • Incidere la carotide vicino a dove si trova l'ateroma (cioè il deposito di grasso e altre sostanze creato dall'aterosclerosi) ed estrarre quest'ultimo insieme allo strato più interno della parete vasale.
  • Richiudere l'incisione sulla carotide con dei punti di sutura o con uno speciale rattoppo tissutale (patch). Ristabilita l'integrità dell'arteria, viene rimosso il morsetto (se utilizzato) e suturata l'apertura sul collo.

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