Encefalopatia ipertensiva: storia della malattia

Un tipo di encefalopatia a carattere solitamente temporaneo – ovvero reversibile se curata per tempo e nelle giuste modalità – è la cosiddetta encefalopatia ipertensiva.

Questa particolare malattia neurologica è definita con l'aggettivo ipertensiva, in quanto è dovuta a una grave condizione morbosa – nota come ipertensione maligna – la quale determina un aumento assai marcato e improvviso della pressione arteriosa.

Successiva a svariati stati patologici capaci di elevare repentinamente la pressione delle arterie (tra questi si ricordano la nefrite acuta, l'eclampsia, l'ipertensione arteriosa essenziale, il feocromocitoma ecc), l'encefalopatia ipertensiva fu descritta per la prima volta attorno ai primi anni del novecento.

A delinearne la causa scatenante – ovvero l'ipertensione arteriosa maligna – e a escludere ogni suo legame con l'insufficienza renale e l'uremia, furono due ricercatori, un certo Volhard e un certo Fahr, nel 1914.

Il nome che Volhard e Fahr le assegnarono fu pseudouremia.

Per la denominazione attuale, bisogna attendere il 1928, quando due medici, Oppenheimer e Fishberg, analizzarono la malattia in un paziente con una nefrite acuta associata a ipertensione grave e disturbi di carattere neurologico.

Da allora, l'encefalopatia ipertensiva è stata molto studiata, soprattutto per capire il meccanismo patofisiologico che vi sta alla base. Questo, sebbene presenti ancora degli aspetti poco chiari, sembra sia connesso a un malfunzionamento del sistema di regolazione che governa il restringimento e la dilatazione delle piccole arterie (arteriole) del cervello.

In altre parole, i ricercatori sostengono che l'ipertensione arteriosa alteri il processo che dirige il restringimento e la dilazione delle arteriole cerebrali; processo che, in condizioni, normali dipende dalla pressione arteriosa nel seguente modo: le arteriole si dilatano quando la pressione sanguigna diminuisce, mentre si restringono quando la pressione sanguigna aumenta.

Secondo vari studi, sembra che l'elevata pressione arteriosa, a livello delle arteriole cerebrali, determini un deterioramento della parete interna vasale, a cui fa seguito una condizione di edema cerebrale, papilledema e ischemia.

Immagini simili