Encefalopatia ipertensiva: che cos'è?

Le encefalopatie rientrano in un gruppo particolare di patologie, caratterizzate da un'alterazione strutturale e funzionale del cervello.

I vari tipi di encefalopatia differiscono tra loro per le cause scatenanti – alle quali di solito devono i loro nomi – per la sintomatologia, per le complicazioni, per il trattamento e per la prognosi.

Congenita o acquisita, un'encefalopatia può durare tutta la vita (encefalopatia permanente) oppure può presentare un margine più o meno importante di guarigione (encefalopatia temporanea).

Una forma di encefalopatia a carattere solitamente temporaneo è la cosiddetta encefalopatia ipertensiva, risultante da una grave condizione morbosa – detta ipertensione maligna – la quale determina un aumento assai marcato e improvviso della pressione arteriosa.

A indurre uno stato di ipertensione maligna – capace poi di provocare un'encefalopatia ipertensiva – possono essere varie circostanze, tra cui in genere:

  • La nefrite acuta (o glomerulonefrite acuta).
    È una malattia infiammatoria dei reni (precisamente dei glomeruli renali), i quali, una volta interessati, riducono le loro capacità filtranti.
    Dal punto di vista sintomatologico, la nefrite acuta esordisce con ematuria e proteinuria e prosegue con edema periferico, aumento della creatinina sierica e dell'azotemia e termina con una grave insufficienza renale.
  • L'eclampsia.
    È la complicanza probabilmente più temuta della gravidanza e consiste nella comparsa di convulsioni, confusione mentale, deficit visivi e coma.
  • L'ipertensione arteriosa essenziale.
    È una malattia dell'apparato circolatorio, precisamente dei vasi arteriosi di medio e grosso calibro, per la quale non è ancora stata scoperta una causa o i fattori che la scatenano. È detta essenziale (o primaria) per distinguerla dall'ipertensione arteriosa secondaria, che insorge a causa di un errato stile di vita (fumo, dieta sbagliata ecc) o per colpa di un organo vitale malato (per esempio, una malattia dei reni).
  • L'interruzione di un trattamento ipertensivo indispensabile.
    Chi soffre di ipertensione arteriosa, essenziale o secondaria non importa, deve curarsi senza interrompere mai il trattamento. In caso contrario, rischia gravi complicanze.
  • Il feocromocitoma.
    È un tumore della porzione midollare (quella più interna) del surrene, in cui risiedono le cellule cromaffini. Questa rara neoplasia determina una produzione di catecolamine, le quali, oltre a innalzare la pressione arteriosa, portano anche all'insorgenza di mal di testa improvviso, pallore, sudorazione, dolore toracico, perdita di peso, irritabilità ecc.
  • La sindrome di Cushing.
    È un complesso di segni e sintomi indotto dall'esposizione cronica ad alti livelli di glucocorticoidi, ormoni che sono normalmente presenti nell'organismo ma che possono anche essere di origine sintetica. Nel secondo caso, sono usati come farmaci per il trattamento di determinate patologie.
  • La trombosi arteriosa renale.
    È una circostanza morbosa che ha luogo quando un coagulo di sangue si forma (o prende posto) a livello dell'arteria renale, provocando insufficienza renale acuta o cronica.

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