Encefalopatia epatica: trattamento

Esistente in una forma acuta e in una forma cronica e caratterizzata da un'alterazione dello stato mentale, l'encefalopatia epatica è una malattia del cervello che insorge in presenza di insufficienza epatica.

Il termine insufficienza epatica indica una grave condizione morbosa, che deriva da un fegato irrimediabilmente danneggiato e incapace di adempiere a svariate sue funzioni, come per esempio la sintesi delle proteine o l'eliminazione dal sangue degli agenti infettivi e delle tossine.

Secondo gli esperti, a favorire la comparsa dell'encefalopatia epatica, a partire da uno stato di insufficienza epatica, concorrono particolari fattori e circostanze tra cui:

Per la pianificazione della terapia più corretta da adottare, è fondamentale innanzitutto che il medico curante risalga alle precise concause dell'encefalopatia epatica e agisca su queste.
Esemplificando, ciò significa che se una concausa è l'uso di benzodiazepine, l'assunzione di tali farmaci va interrotta immediatamente.
Pertanto, almeno una parte del trattamento può variare da paziente a paziente.

Quindi, individuate le concause e postovi rimedio, il passo successivo – molto importante e valido per chiunque soffra di encefalopatia epatica – consiste in:

  • Evitare pasti ricchi in proteine.
    L'assunzione di cibi altamente proteici è assai pericolosa per chiunque soffra di encefalopatia epatica, in quanto l'aumento dei livelli sanguigni di azoto (per la precisione di ammoniaca) che ne consegue può portare a un peggioramento della situazione.
    Quindi, è fondamentale che i pazienti si attengano a una dieta povera di proteine (il minimo indispensabile).
    I cibi solitamente da evitare sono: uova, carne e pesce.
  • Mangiare molta verdura e cibi ad alto contenuto di fibre.
    Le verdure e i cibi ricchi di fibre rendono più veloce il transito, nell'apparato digerente, del cibo ingerito. Ciò fa sì che l'assorbimento di alcune molecole, tra cui quelle a base di azoto (ammoniaca), sia ridotto. 
  • Assumere lattulosio.
    È uno zucchero indigeribile di origine sintetica, che viene somministrato per bocca allo scopo di ridurre il pH del colon e favorire la conversione dell'ammoniaca in ione ammonio. Quest'ultimo, infatti, è meno pericoloso dell'ammoniaca, la quale come si è visto già nei due punti precedenti potrebbe indurre un peggioramento dell'encefalopatia epatica.
  • Sottoporsi a una cura antibiotica.
    Gli antibiotici in questione sono la neomicina, il metronidazolo e la rifaximina e servono a controllare la crescita dei batteri produttori di ammoniaca, presenti normalmente nell'apparato digerente di chiunque.

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