Encefalopatia di Hashimoto: trattamento

L'encefalopatia di Hashimoto è una malattia neurologica molto rara, che può insorgere in presenza di una condizione morbosa a carico della tiroide, nota come tiroidite di Hashimoto.

La tiroidite di Hashimoto è una patologia infiammatoria cronica di natura autoimmune: a determinarla, infatti, è un'anomalia del sistema immunitario, il quale produce degli anticorpi anti-tiroidei che aggrediscono e riducono le funzioni della tiroide (ipotiroidismo).

Situata nella parte anteriore del collo, la tiroide è l'organo a forma di farfalla deputato alla produzione degli ormoni T3 (triiodotironina), T4 (tiroxina) e calcitonina.

L'encefalopatia di Hashimoto appartiene alla categoria delle encefalopatie temporanee; queste, se vengono trattate tempestivamente e nella maniera più appropriata, possono regredire in maniera considerevole.

Secondo diversi studi e in base ai risultati ottenuti finora, il trattamento più indicato consiste nella somministrazione di alte dosi di corticosteroidi, ovvero potenti farmaci antinfiammatori appartenenti alla classe degli steroidi.

Il corticosteroide più somministrato a chi soffre di encefalopatia di Hashimoto è il prednisolone; questo agisce generalmente in pochi giorni/settimane e i risultati sono più che soddisfacenti.

Tuttavia, bisogna fare attenzione alle assunzioni prolungate e all'abuso: come ogni corticosteroide, infatti, potrebbe comportare l'insorgenza di svariati effetti collaterali tra cui cataratta, aumento del peso corporeo, ipertensione, osteoporosi, diabete ecc.

ALTERNATIVE

Se il trattamento a base di corticosteroidi dovesse fallire, i medici ricorrono a un metodo di cura alternativo consistente in una combinazione di diversi farmaci, immunoglobuline per via endovenosa e plasmaferesi (N.B: è la separazione, mediante centrifugazione, del plasma sanguigno dagli elementi corpuscolati del sangue).

Per quanto concerne la combinazione farmacologica, i medicinali solitamente utilizzati sono la clorochina, il metotrexato, la ciclofosfamide e l'azatioprina.
Si tratta di farmaci con proprietà chemioterapiche (clorochina e ciclofosfamide), antinfiammatorie (metotrexato) e immunosoppressive (metotrexato e azatioprina).

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