La storia dello shampoo

L'uso del termine "shampoo" nasce nell'Inghilterra del 1700. Il nome con cui tutti noi oggi lo conosciamo, in realtà, è stato "importato" dall'indiano coloniale "champo", che significava "fare pressione, massaggiare i muscoli". Con fare uno shampoo, un tempo si indicava, dunque, l'azione di un massaggio, specifico per la testa.

Ad introdurre questa parola "esotica" in Inghilterra fu l'indiano Sake Dean Mahomed, che aprì un bagno pubblico per il lavaggio dei capelli sul lungomare di Brighton, allora stazione termale. Qui i clienti ricevevano un trattamento indiano di champi (cioè un lavaggio di capelli) o si sottoponevano a massaggi terapeutici, in modo simile a quanto avveniva nei bagni turchi.

Nei primi tempi, i parrucchieri inglesi creavano lo shampoo, portando all'ebollizione del sapone tagliato nell'acqua, al quale poi aggiungevano erbe per la brillantezza e profumo. Il primo shampoo in bottiglia fu, invece, inventato da Kasey Hebert, che lo vendeva, casa per casa, nelle strade di Londra.

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