Creatina e Malattie della Terza Età

Pare la creatina sintetica sia molto più di un semplice integratore alimentare per sportivi.

La ricerca di muscolarità non è infatti il solo impiego di questa molecola, al contrario; se per atleti e culturisti rappresenta un bisogno di secondaria importanza, quindi estraneo a qualunque necessità salutistica, per gli anziani è l'opposto. Com'è ormai noto agli specialisti che si occupano di pazienti geriatrici, tra i vari tessuti che subiscono l'effetto aging ci sono anche quelli muscolare e nervoso. Purtroppo però, analogamente ad altri disagi, il deperimento del cervello e dei muscoli limita fortemente la mobilità e quindi anche l'indipendenza delle persone anziane. Tali compromissioni, oltre a rappresentare una piaga di natura sociale, sono ingravescenti poiché, alla riduzione delle capacità intellettive e motorie, viene compromessa l'autosufficienza; come se non bastasse, ne conseguono: una riduzione del senso di sete con tendenza alla disidratazione, una riduzione del senso di fame con tendenza alla malnutrizione e quindi una accelerazione dell'invecchiamento (e delle relative comorbilità come la demenza senile, la depressione ecc).

Una revew del 2014 intitolata “A review of creatine supplementation in age-related diseases: more than a supplement for athletes” ha revisionato vari risultati ottenuti nella ricerca sull'integrazione con creatina nelle persone anziane. Di seguito riassumeremo quanto citato:

La creatina è un composto endogeno sintetizzato a partire dagli amminoacidi arginina, glicina e metionina. La creatina, che può essere assunta come integratore alimentare in varie forme chimiche, è anche presente in vari alimenti come la carne e il pesce.

Poiché la maggior parte della creatina è immagazzinata e utilizzata dal muscolo scheletrico, il supplemento dietetico di creatina è considerato fruttuoso per aumentare la potenza, la forza e la massa del muscolo scheletrico.

Tuttavia, sono emersi nuovi potenziali utilizzi per gli integratori di creatina, che potrebbero essere impiegati nella prevenzione o nel ritardo dell'insorgenza di varie malattie neuro degenerative associate all'invecchiamento.

Peraltro, in media, entro gli 80 anni viene persa il 30% della massa muscolare e la debolezza rimane una causa di perdita di autonomia nella popolazione anziana.

Alla luce di queste nuove implicazioni nell'uso della creatina, è stato studiato un supplemento dietetico per determinare l'eventuale efficacia nel trattamento dell'insufficienza cardiaca congestizia, atrofia ottica inversa, ridotta sensibilità insulinica, cancro e colesterolo alto.

Per quanto riguarda il sistema nervoso centrale, la creatina ha dimostrato di avere proprietà antiossidanti, di riduzione dell'affaticamento mentale, di proteggere il cervello dalla neuro tossicità e di migliorare gli aspetti/componenti dei disturbi neurologici come la depressione ed il disturbo bipolare.

La combinazione di questi benefici ha fatto della creatina un candidato primario nella lotta contro le malattie legate all'età come: il morbo di Parkinson, la malattia di Huntington, la sclerosi laterale amiotrofica, i deficit della memoria a lungo termine associati alla progressione della malattia di Alzheimer e gli ictus.

Per concludere, tra le varie forme di prevenzione da adottare in terza età si potrebbe includere anche il supplemento con creatina, soprattutto in concomitanza ad alcuni fattori di rischio correlati all'insorgenza di certi disturbi.

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