Coniglio e Alimentazione

Tutti i membri della Famiglia dei Leporidae, come i conigli e le lepri, vengono utilizzati a scopo alimentare per la loro carne; rientrano nella dieta europea, cinese, sud americana e talvolta medio orientale. In base ad alcune stime, la produzione mondiale annua di carne di coniglio ammonta a circa 200 milioni di tonnellate.

Il coniglio è venduto fresco nelle macellerie e nei mercati, mentre può essere reperito surgelato nelle grosse attività. In certi luoghi si continuano a vendere le carni fresche in modo tradizionale come, ad esempio, nei mercati agricoli e rurali. Qui, i conigli si espongono morti, scuoiati ed appesi, spesso accanto a fagiani ed altre prede di selvaggina e/o animali da cortile. I paesi nei quali il consumo di carne di coniglio è più elevato sono: Malta (8,89 kg per abitante), Italia (5,71 kg per abitante), Cipro (4,37 kg per abitante), Francia (2,76 kg per abitante), Belgio (2,73 kg per abitante), Spagna (2,61 kg per abitante) e Portogallo (1,94 kg per abitante).

Un tempo, la carne di coniglio era molto commercializzata anche a Sydney, in Australia, al punto che una squadra di rugby venne chiamata “Sud Sydney Rabbitohs”. Tuttavia, trattandosi di animali infestanti e potenzialmente nocivi, si tentò di abbattere quelli allo stato brado diffondendo il virus della mixomatosi; ovviamente, in seguito all'epidemia, la carne di coniglio divenne obsoleta.

Il coniglio è comunemente utilizzato anche nella cucina marocchina, per la quale se ne cucina la carne in una tajine con l'aggiunta di uvetta e mandorle tostate poco prima del servizio.

In Cina, la carne di coniglio è particolarmente popolare nella cultura alimentare del Sichuan: tra i piatti popolari del luogo emergono: stufati di coniglio, coniglio piccante tagliato a dadini, barbecue di coniglio e teste di coniglio piccanti (vagamente simili al collo d'anatra). Al contrario, la carne di coniglio è relativamente impopolare nelle regioni asiatiche dell'Oceano Pacifico.

I conigli possono essere cresciuti in cattività o cacciati. Nei sistemi di allevamento più efficienti, i conigli possono trasformare il 20% delle proteine che mangiano in carne commestibile, rispetto al 22-23% dei polli da carne, al 16-18% dei suini e al 8-12% delle carni bovine. In termini di costi energetici e di mangimi, la carne di coniglio è molto più economica di quella di manzo (leggi anche: farina di grillo). Nella pratica della caccia, in genere, si utilizzano armi da fuoco, trappole, balestre e archi. L'allevamento è chiamato cunicoltura; la soppressione avviene prevalentemente con un colpo secco dietro la nuca (da qui, il termine anglosassone “rabbit punch” o alcune terminologie dialettali italiane come “mazza cunile”). Il coniglio può essere ucciso anche mediante sgozzamento.

La carne può essere cucinata nella maggior parte dei modi con i quali si prepara il pollo. Il famoso chef Mark Bittman sostiene che il gusto del pollo e del coniglio domestici sono paragonabili a “tele bianche sulle quali è possibile strutturare qualunque sapore”.

In media, la carne di coniglio è più magra di quella del manzo, del maiale e del pollo (non del petto, bensì della media corporea).

Il coniglio è generalmente suddiviso in tre formati; il primo è il “Fryer” (da frittura). Si tratta di un giovane coniglio, tra il 2,0 e il 2,3 chilogrammi, fino a 9 settimane di età che ha una carne tenera e con fibre sottili. Il secondo è il “Roaster” (da arrosto). Di solito, è oltre i 2,3 chilogrammi e raggiunge gli 8 mesi di vita, con una polpa più fibrosa e meno tenera del Fryer. Ci sono poi le frattaglie, che comprendono il fegato e il cuore, mentre i reni vengono generalmente lasciati attaccati al corpo (in quanto organi extra peritoneali).

Una delle razze di coniglio da allevamento più comuni per la carne è il coniglio bianco neozelandese.

I paesi produttori di carne di coniglio sono prevalentemente: Cina, Russia, Italia, Francia e Spagna (100.000 tonnellate o più all'anno).

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