Cibi del futuro: alghe, farine di insetti e carne biotecnologica

Stando le attuali stime, l'ONU prevede che nell'anno 2040 sul nostro Pianeta ci saranno circa 9 miliardi di abitanti. Una crescita demografica così sostenuta impone la messa a punto di nuove tecnologie e modelli alimentari, che siano sostenibili per sfruttare al meglio le risorse della Terra e garantire a tutti una nutrizione adeguata.

Molto si è discusso, e si continua tuttora a discutere, circa l'insostenibilità degli allevamenti tradizionali, additati di essere troppo energivori e inquinanti (per l'alto consumo di acqua e territorio coltivabile, ma anche per le emissioni di CO2 e metano.). La soluzione più semplice e immediata sarebbe quella di preferire sempre più le fonti proteiche vegetali, come i legumi e i relativi derivati, riducendo il consumo di carne rispetto agli standard occidentali. Più che di cibo del futuro si tratta comunque già di cibo del presente, dato che sono ormai diffusissime carni vegetali a base di farine di legumi e cereali, come seitan, mopur, muscolo di grano e derivati (i più curiosi possono trovare nel nostro sito diverse ricette su questi cibi del futuro).

Nei prossimi anni è anche presumibile che venga dato sempre maggiore spazio agli alimenti OGM; le biotecnologie, infatti, permettono di generare raccolti più abbondanti e vicini alle esigenze dell'uomo, utilizzando meno risorse (acqua, fertilizzanti, pesticidi) e generando meno inquinanti (si pensi agli interventi agricoli che si potrebbero risparmiare o al venir meno dei trasporti di prodotti oggi coltivabili solo in determinate zone del Pianeta). Tutti sappiamo, comunque, quanto controverso sia l'argomento, tanto che le valutazioni circa i possibili danni dell'OGM potrebbero rallentare la diffusione di questo cibo del futuro.

Tra qualche anno, poi, le biotecnologie permetteranno anche di creare della "carne artificiale", facendola crescere in laboratorio a partire da cellule staminali estratte dai muscoli animali. Tale risultato è già stato ottenuto a livello sperimentale nel 2013, con la "nascita" del primo hamburger artificiale; tuttavia, occorreranno diversi anni prima che sia possibile una produzione industriale su larga scala.

Una fonte di proteine di alta qualità, economica e dallo scarsissimo impatto ambientale, è rappresentata dagli insetti commestibili. Questi animali abbondano infatti di proteine, ma anche di sali minerali e di alcune vitamine, di cui rappresentano una fonte ben più generosa rispetto ai tradizionali alimenti carnei. Nel mondo, gli insetti sono già parte della cultura alimentare di alcune popolazioni, soprattutto in territorio asiatico e africano. Più difficile, invece, immaginare una rapida diffusione di questi alimenti nelle tavole degli occidentali, anche se le loro farine potrebbero facilmente rientrare nella composizione di alimenti confezionati, senza disturbare troppo il consumatore.

Per i vegani e per chi rifugge all'idea di mangiare insetti o carne coltivata in laboratorio, nel futuro esisterà un'ulteriore alternativa, rappresentata dalle alghe, più precisamente da alcune microalghe. L'esempio più noto è la spirulina, ricchissima di proteine e di amminoacidi essenziali, ma anche di vitamine e antiossidanti. Si tratta quindi di alimenti piuttosto ecologici e completi sotto il profilo nutrizionale, anche perché le microalghe, proprio come le piante, effettuano la fotosintesi clorofilliana assorbendo anidride carbonica dall'atmosfera e producendo ossigeno.

Immagini simili