Quali batteri provocano la carie?

La carie è provocata da alcuni batteri presenti nel cavo orale, che si nutrono degli zuccheri introdotti con la dieta producendo metaboliti acidi ad azione corrosiva sui tessuti duri del dente.

Il cavo orale umano ospita diverse centinaia di specie microbiche, ma solo alcune di queste sono implicate nell'eziopatogenesi della carie. La più importante e conosciuta specie cariogena è lo Streptococcus mutans; tuttavia, nelle lesioni cariose si possono rinvenire altri germi cariogeni, tra cui streptococchi (S. oralis, S. sanguis, S.mitis), lattobacilli e actinomiceti.

Oltre a fermentare alcuni carboidrati assunti con la dieta (soprattutto saccarosio, glucosio, fruttosio e lattosio), questi microrganismi mostrano importanti capacità adesive sulla superficie dentale, alla quale si ancorano dando origine alla placca.

Gli acidi prodotti dai batteri demineralizzano la componente inorganica dello smalto e della dentina, mentre enzimi proteolitici di origine batterica attaccano anche la componente organica di tali tessuti.

I batteri acidogeni hanno anche la capacità di tollerare bassi livelli di pH, che concorrono a selezionarli a scapito di altre specie commensali instaurando così un circolo vizioso che alimenta la progressione della carie.

La teoria moderna sull'eziopatogenesi della carie è stata sviluppata agli inizi del secolo scorso. Nel 1915 Klinger dimostrò la presenza di Lattobacilli nelle lesioni cariose, e almeno fino agli anni '60 tali batteri vennero ritenuti - a torto - i principali microrganismi responsabili della carie. Solo dagli anni '60 in poi lo Streptococcus mutans - per la prima volta isolato da Clarke in lesioni cariose umane nel 1924 - venne riproposto come principale responsabile della carie da vari gruppi di ricercatori.

L'azione dei batteri cariogeni è controbilanciata dalla saliva, grazie al suo contenuto di molecole come:

  • bicarbonato, in grado di tamponare il pH acido;
  • ioni calcio, fosfato e fluoro che rimpiazzano la struttura cristallina dello smalto alterata dagli acidi;
  • lisozima e lattoferrina (enzimi dotati di proprietà antibatteriche) e immunoglobuline (anticorpi);
  • acqua, la cui azione dilavante riduce sia la densità batterica che i residui alimentari, sottraendo il nutrimento agli stessi batteri responsabili della carie

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