Qual è la terapia per la cardiomiopatia di takotsubo?

Attorno ai primi anni '90, alcuni ricercatori giapponesi hanno dimostrato per la prima volta che patire un forte stress emotivo o fisico può causare una malattia di cuore, talvolta temporanea talvolta letale, chiamata sindrome del cuore infranto o cardiomiopatia di takotsubo.

Caratterizzata solitamente da dispnea, dolore al torace, alterazioni transitorie del ritmo cardiaco e variazioni della pressione sanguigna, la cardiomiopatia di takotsubo può essere scambiata per un attacco di cuore; tuttavia, a differenza dell'infarto del miocardio, non causa la necrosi del tessuto muscolare cardiaco e, con i dovuti soccorsi, può essere completamente curata.

Ma in che cosa consiste di preciso la terapia?

Innanzitutto, occorre ripristinare la funzione contrattile del cuore, in maniera tale che il sangue torni di nuovo a ossigenare adeguatamente gli organi e i tessuti del corpo. Per riuscire in tale scopo, i medici ricorrono a:

  • Farmaci ACE-inibitori, che servono al miglioramento della forza di contrazione del miocardio.
  • Farmaci beta-bloccanti, che servono al rallentamento del ritmo cardiaco (quando questo è elevato).
  • Farmaci calcio-antagonisti, che servono alla normalizzazione del rimo cardiaco.
  • Contropulsatore aortico, che, inserito nell'aorta, serve a migliorare la funzionalità del ventricolo sinistro.
Quindi, in seconda battuta, bisogna che il paziente impari a controllare le proprie reazioni di fronte alle situazioni di stress emotivo o di stress fisico. A tal proposito, risultano molto utili le tecniche di rilassamento, i farmaci ansiolitici e una corretta attività fisica.

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